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Per scoprire che la sanità è allo sfascio, senza volere ricorrere ai casi eclatanti di malasanità che si stanno verificando frequentemente negli ospedali della Calabria, resi pubblici dalla stampa locale e nazionale e sui quali deve convergere la massima attenzione, basta recarsi (noi dell’Unione Nazionale Consumatori lo abbiamo fatto ed invitiamo le istituzioni pubbliche a fare altrettanto) una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi presso gli uffici della struttura sanitaria n° 1 ex INAM di via Willermin, dove la confusione regna sovrana tra sportelli in affanno, code incredibili per pagamento ticket, prenotazioni visite specialistiche, variazioni nelle scelte dei medici di base, orari degli sportelli dettati a caso senza alcun motivo plausibile e quant’altro.
Esattamente un anno fa nel settembre 2008, attraverso le pagine dei quotidiani locali, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, denunciòl’ennesima spoliazione ai danni dei cittadini di Reggio Calabria, allorché gli sportelli amministrativi presso la struttura ASL di via Placido Geraci (ex ENPAS) vennero soppressi, costringendo coloro che avessero necessità di cure specialistiche a dover peregrinare presso le altre strutture site a considerevole distanza, per ottemperare alle formalità burocratiche, (pagamento ticket, vidimazione delle prescrizioni, prenotazioni, ecc.) e poi fare ritorno alla struttura di via Placido Geraci per effettuare la visita specialistica, penalizzando così fortemente i cittadini ed in particolare i soggetti “deboli” anziani, disabili, ovvero coloro i quali non hanno la disponibilità di un mezzo di locomozione o la possibilità di farsi accompagnare e devono a costo di notevoli sacrifici ottemperare personalmente a tali incombenze con notevoli disagi.
All’epoca i responsabili amministrativi della struttura ex ENPAS si affannarono a pubblicare delle smentite, sostenendo trattarsi di disagi temporanei imputabili a momentanee carenze di personale e comunque assicurando che il personale amministrativo sarebbe stato presente anche se in determinati giorni e orari presso tale struttura.
Adesso a distanza di quasi un anno esatto, lo scempio si è definitivamente concretizzato, e quello che aveva paventato l’Unione Nazionale Consumatori si è purtroppo avverato, chi prenota una visita specialistica presso la struttura di via Placido Geraci ex ENPAS, deve prima pagare il ticket in via Willermin ex INAM, stando bene attento però (pena la perdita della camminata) che esso potrà essere corrisposto solo ed esclusivamente nel giorno stesso della prenotazione e solo dopo potrà accedere alla sospirata visita.
A questo punto sinceramente ci riesce difficile immaginare quale logica perversa abbia potuto dettare simili disposizioni che hanno del farneticante, proprio quando si vorrebbe rigenerare la sanità calabrese e restituire fiducia ai cittadini calabresi, scegliendo un percorso inverso alle legittime aspettative che dovrebbero essere indirizzate ad un potenziamento del servizio sanitario dei presidi medici dislocati sul territorio, convinti dell’incidenza sanitaria svolta da detti presidi.
Senza tali presidi, (si consideri che anche il polo sanitario di via Padova è stato depotenziato), poiché quasi certamente il passo successivo sarà lo smantellamento totale degli stessi, si verrà ulteriormente ed ingiustamente ad impoverire un territorio già sofferente e per molti versi carente di strutture sanitarie sparse sul territorio in grado di rendere un servizio efficiente ai cittadini, con l’inevitabile ricorso o all’alternativa molto più sbrigativa di farsi visitare presso il pronto soccorso degli Ospedali Riuniti, intasando così ulteriormente tale struttura che dovrebbe essere deputata alle emergenze, o considerato i costi dei ticket, i disagi dei continui spostamenti da struttura a struttura a preferire per chi ne abbia la possibilità, di recarsi direttamente presso gli studi privati dei medici specialisti.
Non sappiamo quanto ciò contribuirà a ridurre la voragine del debito sanitario, ma con l’assoluta certezza di smantellare quel che è ancora rimasto del servizio sanitario nazionale nel nostro comprensorio.