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Nell’Unione europea tornano ad aumentare i casi di Salmonella. Dopo anni di una continua flessione, si assiste ora a un’inversione di tendenza. I casi di Salmonella Enteritidis rilevati nell’UE sono aumentati nell’uomo del 3% dal 2014. A dirlo è il rapporto sulle zoonosi realizzato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Sono in aumento i focolai di salmonella da alimenti.

La Salmonella Enteritidis è il sierotipo di Salmonella responsabile del maggior numero di casi di salmonellosi e focolai di Salmonella di origine alimentare. Ed era in costante diminuzione dal 2007 mentre ora, rileva l’Efsa, la tendenza al calo si è arrestata. “L’aumento evidenziato dai nostri dati di sorveglianza è preoccupante e ci ricorda che dobbiamo restare vigili – ha dichiarato Mike Catchpole, direttore scientifico dell’ECDC – Anche in condizioni di estrema allerta e con programmi di controllo nazionali per S. Enteritidis in atto vi è la necessità di perseguire le misure di gestione del rischio sia come Stati membri sia a livello di UE”.

Nel 2016 sono stati segnalati nell’uomo 94 530 casi di Salmonella Enteritidis, il più diffuso tipo di Salmonella, che ha rappresentato il 59% di tutti i casi di salmonellosi verificatisi nell’UE ed è per lo più associata al consumo di uova, prodotti a base di uova e carne di pollame. Sostiene Marta Hugas, responsabile scientifico capo all’Efsa: “La diminuzione di Salmonella ha rappresentato una storia di successo nel sistema di sicurezza alimentare dell’UE negli ultimi 10 anni. I recenti focolai di S. Enteritidis indicano un’inversione di tendenza nell’uomo e nel pollame. Ulteriori indagini da parte delle autorità competenti in campo di salute pubblica e sicurezza alimentare saranno fondamentali per comprendere le ragioni dietro questo aumento“.

Il rapporto sulle zoonosi evidenzia un aumento anche per il Campylobacter, l’agente patogeno di origine alimentare più segnalato negli esseri umani, che è stato rilevato in 246 307 persone, con un incremento del 6,1% rispetto al 2015 ed elevati livelli presenti nella carne di pollo. In aumento sono anche le infezioni da Listeria, con un incremento del 9,3% e oltre 2500 casi segnalati nel 2016. Questi hanno portato al ricovero nel 97% dei casi segnalati e causato 247 decessi.

Per quanto riguarda i focolai da alimenti, il rapporto evidenzia che i 4786 focolai di malattie veicolate da alimenti riferiti nel 2016 rappresentano un lieve aumento rispetto al 2015 (4362 focolai), ma questa cifra è analoga al numero medio di focolai nell’UE nel periodo 2010-2016. Sono in aumento i focolai da Salmonella: la Enteritidis ha causato un sesto dei focolai di malattie da alimenti nel 2016. I batteri di Salmonella sono stati la causa più comune di focolai da alimenti (22,3%), con un incremento dell’11,5% rispetto al 2015. Hanno causato il più alto onere in termini di numero di ricoveri ospedalieri (1 766; 45,6% di tutti i casi ospedalizzati) e di decessi (10; 50% di tutti i decessi tra i casi di epidemia) .Il maggior numero di casi di epidemia è legato alla Salmonella nelle uova.