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E’ cominciata la stagione delle arance, importante fonte di vitamina C. Ormai è assodato da tempo che la razione normale di vitamina C è di 60 milligrammi al giorno, ma per chi fuma è di 100 milligrammi, perché il fumo elimina questa vitamina più rapidamente e fa aumentare la produzione di radicali liberi (schegge di atomi molto irrequiete che provocano malattie e invecchiamento), contro i quali combatte proprio la vitamina C. I 60 milligrammi stanno o dovrebbero stare in una piccola arancia sbucciata da 120 grammi, mentre per i 100 grammi occorre una arancia da almeno 200 grammi, ma la questione è complicata. Innanzitutto il contenuto di vitamina C varia secondo le stagioni, il terreno, i sistemi di coltivazione, eccetera; poi varia anche secondo il tipo di arancia e addirittura da pianta a pianta di una stessa coltivazione. Da un’indagine di qualche anno fa, coordinata da “Agrobio Service” di Catania con il contributo dell’Unione europea e del Ministero delle Politiche Agricole, sono risultati degli scarti notevoli e, fra i principali tipi di arance destinate al consumo fresco, è il Tarocco quello che, in media, contiene più vitamina C. Sono state prese in considerazione cinque cultivar di arancia (Tarocco, Moro, Sanguinello, Navelina e Valencia), provenienti da 41 piantagioni agrumicole di Catania, Siracusa, Catanzaro e Reggio Calabria. Ciascun campione era costituito da 10 a 20 frutti maturi scelti a caso da più piante, sui quali è stata fatta la determinazione della vitamina C e di altri nutienti. I risultati sono piuttosto sorprendenti per le sensibili differenze di contenuto di questa vitamina, come si può vedere nella tabella, riferita a 100 grammi di parte edibile.
Tipo di arancia               Vitamina C – mg/100 g                Vitamina C – mg/100 g
                                             (valore più basso)                              (valore più alto)
Tarocco                                            24                                                      79
Sanguinello                                      30                                                      56
Moro                                                42                                                      60
Navelina                                           23                                                      54
Valencia                                           30                                                     40
Poi bisogna vedere se e quanto le arance sono state in magazzino prima di essere messe in commercio, poiché anche questo fattore influisce sul contenuto in vitamina C. Ecco un altro motivo per comprare la frutta dagli ortolani, che non hanno magazzini frigoriferi perché non si riforniscono dai grossisti, ma vendono prodotti propri. A tale proposito va notato che l’arancia rossa di Sicilia è l’unico agrume che non si può far maturare artificialmente. Lo vieta il disciplinare approvato dalla Commissione CE che ha riconosciuto la qualifica IGP (indicazione geografica protetta) a questa arancia. In Italia la maturazione artificiale della frutta è stata chiamata “deverdizzazione”, tanto per non far capire ai consumatori di che cosa si tratta. Un decreto del 1984 l’ha ammessa per agrumi, banane e loti, che sono raccolti verdi o immaturi e immagazzinati al fresco in modo che si mantengano a lungo.
Prima di uscire dal magazzino, vengono messi in “celle di sverdimento” ove si spruzza gas etilene o si alza la temperatura per farle maturare artificialmente; pur essendo un narcotico per l’uomo, l’etilene ha la proprietà di “risvegliare” gli enzimi che colorano la frutta, facendola sembrare così matura. E’ chiaro, però, che ha meno sapore e vitamina di quella maturata naturalmente, anzi il sapore è aspro e un po’ amaro. L’arancia rossa di Sicilia, maturata naturalmente, si riconosce dal logo della indicazione geografica protetta figurante su ogni frutto, nelle tre varietà, tarocco, moro e sanguinello, che fra l’altro contengono mediamente più vitamina C. In ogni caso, non è l’arancia l’ortofrutticolo che ne contiene di più. Negli ortofrutticoli colorati, peraltro, la vitamina C è quasi sempre accoppiata con i carotenoidi, che si trasformano in vitamina A. Comunque, chi volesse prendere una quantità più alta, dovrebbe mangiare la guava, l’ortofrutticolo che ne contiene di più (243 milligrammi per etto). Va tenuto presente che la vitamina C viene parzialmente distrutta dal calore fino al 50%, secondo i casi. La tabella che segue, elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’INRAN, riporta la classifica degli ortofrutticoli (crudi) in base al contenuto di vitamina C. Non sono riportati il prezzemolo e il peperoncino, che pure hanno un contenuto molto alto, perché non se ne può mangiare un etto (fra l’altro, oltre una certa misura il prezzemolo è tossico).
 
Ortofrutticoli
Vitamina C
(mg/100 g)
Ortofrutticoli
Vitamina C
(mg/100 g)
 
Guava
Ribes
Peperoni rossi
Broccoletti di rapa
Rucola
Kiwi
Papaia
Lattuga
 
243
200
166
110
110
 85
 60
 59
 
Cavolfiore
Broccolo
Clementina
Fragola
Arancia
Limone
Litchi
Mandarino
 
 59
 54
 54
 54
 50
 50
 49
 42