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Giovedì 19 Aprile 2012 05:21 |
La telemedicina riduce la mortalità del 45%: secondo uno studio britannico presentato a Bruxelles alla Commissione Ue, l’utilizzo della medicina a distanza per i malati cronici costituisce per questi ultimi l’opportunità di ridurre il rischio di morire, poiché offre la possibilità di essere costantemente monitorati e dunque di intervenire tempestivamente in caso di peggioramenti.
La telemedicina è l'insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o più in generale di fornire servizi sanitari a distanza. In particolare nell'ambito della diagnostica clinica, è possibile per un medico effettuare la diagnosi su un paziente che non sia fisicamente nello stesso luogo del medico, attraverso la trasmissione a distanza di dati prodotti da strumenti diagnostici, un po’ come avviene con la telemetria delle automobili da corsa. Lo studio è durato tre anni e ha analizzato più di 6 mila pazienti, a cui e' stato installato in casa un dispositivo per il monitoraggio della salute. Ebbene è stato possibile rilevare una riduzione dei casi di mortalità (in misura del 45%) di coloro che, durante il monitoraggio, avevano delle complicazioni. Un bel passo in avanti per la medicina che, lavorando in sinergia con le telecomunicazioni, potrebbe davvero assicurarci un futuro migliore, o quantomeno più “sotto controllo”.
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