La carota viola possiede preziose qualità antinfiammatorie, oltre che antiossidanti. Lo hanno scoperto scienziati australiani, che in esperimenti su topi di laboratorio ne hanno dimostrato la capacità di contrastare gli effetti della malsana dieta occidentale.
La ricerca è stata pubblicata sul British Journal of Nutrition.
Nelle sperimentazioni gli studiosi dell'University of Southern Queensland, guidati dal professore di scienze biomediche Lindsay Brown, hanno alimentato con una dieta ricca di grassi e carboidrati i topi, che in breve tempo sono ingrassati, hanno contratto pressione alta e intolleranza al glucosio (pre-diabete) e subito danni al fegato e al cuore.
Nei due mesi successivi gli scienziati hanno aggiunto al cibo succo di carote viola e i risultati hanno sorpreso gli stessi ricercatori.
"Tutto è tornato normale, pur continuando quella dieta assolutamente terribile", scrive Brown.
La specie viola è una varietà molto antica, coltivata già ai tempi dell'antica Persia, ma 500 anni fa fu modificata per selezioni successive dagli olandesi che le cambiarono il coloro in onore della dinastia regnante degli Orange.
A confronto con la carota arancione, quelle viola ha un contenuto fino a 28 volte maggiore del composto antocianina, l'antiossidante che crea il pigmento viola-rosso nei mirtilli, nei lamponi e in altre bacche commestibili.
Sono già note le loro qualità antiossidanti, che contrastano l'azione dei radicali liberi e quindi l'invecchiamento, spiega lo scienziato.
Il loro effetto di contrasto alla cattiva dieta indica che sono anche antinfiammatorie.
La prossima fase sarà la sperimentazione umana, ma intanto l'estratto di carote viola già vende bene in farmacia.
Brown avverte che le carote viola, o il loro estratto, vanno comunque combinati con una dieta moderata ed esercizio fisico.

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