In prossimità della primavera, si moltiplicano gli annunci pubblicitari dei centri dimagranti. Ma chi si preoccupa del sovrappeso può darsi benissimo che non sia in sovrappeso. Basta calcolare l’indice di massa corporea (IMC), che si ottiene dividendo il proprio peso in chili per il quadrato dell’altezza in metri. Per esempio, una persona di 70 chili, alta 1,70 metri, deve dividere 70 per 2,89 (1,70 x 1,70). Queste le conseguenti valutazioni da fare, secondo il risultato dell’operazione.
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Peso
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Uomo
(IMC)
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Donna
(IMC)
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Peso normale
Obesità media
Obesità alta
Obesità altissima
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tra 20,0 e 25,0
tra 25,1 e 29,9
tra 30,0 e 40,0
oltre 40,0
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tra 18,7 e 23,8
tra 23,9 e 28,6
tra 28,7 e 40,0
oltre 40,0
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Come si vede, la “forbice” di un peso normale è piuttosto ampia ma, ovviamente, c’è chi vuole perdere peso a tutti i costi e in fretta. Questo è il primo errore, poiché tutti i dietologi seri dicono che non bisogna avere fretta, non solo per abituare l’organismo alla dieta e per non avere frustrazioni psicologiche debilitanti, ma anche per evitare rischi di malattie. Vari centri dietologici e per dimagrire promettono invece risultati rapidi, aggiungendo la beffa al danno. Infatti, una seduta costa generalmente dai 30 ai 50 euro, che però non si pagano di volta in volta: al consumatore viene fatto firmare un “contrattino” che lo impegna per parecchie sedute, con un costo totale che può superare i 2500 euro, di cui viene richiesto un robusto anticipo e che, comunque, si devono pagare anche se si rinuncia dopo qualche seduta per stanchezza o addirittura perché la cura fa male. In che consiste la cura? Spesso si consigliano sostanze anoressizzanti, cioè medicinali che influenzano i centri nervosi della fame: la persona non ha voglia di mangiare e quindi segue facilmente la ferrea dieta che viene proposta, perdendo rapidamente peso. La prescrizione di queste sostanze è stata limitata da un decreto del ministro della Sanità in seguito al verificarsi di numerosi casi di ipertensione polmonare. Inoltre, i bruschi cali di peso comportano quasi sempre la perdita dei tessuti magri, che dovrebbero essere gelosamente difesi, provocando poi recuperi di peso altrettanto rapidi con un aumento della proporzione di grasso del corpo. Né sono da sottovalutare altre possibili ripercussioni sull’umore e sul piano fisico, come debolezza, calo della pressione, disturbi della digestione, eccetera. Anche una dieta troppo ferrea o sbilanciata, nei casi di normale obesità, priva la persona di principi nutritivi importanti con la possibilità di ulteriori danni. C’è invece una regola molto semplice per dimagrire in fretta, senza consultare tabelle e senza spendere soldi: alzarsi da tavola con un po’ d’appetito.
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