E’ in corso una dura polemica tra Assocarni e la Barilla perché quest’ultima ha invitato i consumatori a mangiare più pasta e meno carne, paventando in caso contrario gravi danni per la salute. Il messaggio è ingannevole in quanto mangiando più pasta si rischia l’obesità e quindi potenziali danni alla salute. Secondo Assocarni, l’equilibrio della dieta italiana è garantito proprio dalla corretta presenza dei diversi alimenti in un Paese in cui il consumo di carne è uno dei più equilibrati al mondo. Distorcere verità scientifiche per vendere di più è poco etico, come evitare di ricordare che proprio l’eccesso di carboidrati nella nostra dieta è alla base dell’aumento dell’incidenza del diabete.
Poco credibile anche che si ometta di ricordare come l’obesità –oggi vera piaga del nostro Paese- ha un’incidenza massima proprio nelle regioni italiane (sud Italia) in cui è maggiore il consumo di pasta e che qualsiasi dieta ipocalorica è basata essenzialmente sulla somministrazione di proteine e fibre e sulla drastica riduzione dei carboidrati. Peccato anche che si eviti di ricordare come la principale causa dell’obesità, soprattutto infantile, sia indicata dai nutrizionisti e dai pediatri nell’eccessivo consumo di alimenti estremamente ricchi di carboidrati, zuccheri e grassi, sostanze queste particolarmente concentrate nella pasta ed in altri prodotti presenti in eccesso soprattutto nella dieta dei bambini.
Queste uscite contro la carne, nota l’Unione Nazionale Consumatori, non sono rare. Infatti, ogni tanto in qualche trasmissione televisiva o in riviste che hanno rubriche sull’alimentazione si dice che la carne fa male, suggerendo implicitamente di non mangiarla o, tutt’al più, di mangiarne molto poca, con testimonianze anche di divi e altri personaggi noti. Premesso che troppa carne fa male (come tutti gli altri cibi) perché può provocare malattie come la gotta, con tutto il rispetto per i vegetariani e i vegani l’Unione Nazionale Consumatori contesta decisamente tali affermazioni, del resto insieme alla quasi totalità dei nutrizionisti. Chi criminalizza la carne come un alimento dannoso alla salute dimentica innanzitutto quale era lo stato nutrizionale della popolazione italiana un secolo fa, quando il consumo medio non arrivava complessivamente a 20 chili pro capite, ovvero mezzo etto al giorno compresi però gli scarti come le ossa, la pelle, eccetera. E’ meno di un quarto di quello di oggi, che è largamente inferiore a Paesi come la Germania, gli USA, la Francia, eccetera. E’ vero che l’apporto di proteine della carne può essere assicurato da uova e formaggi, ma è altrettanto vero che la carne fornisce in misura elevata e assimilabile per l’organismo nutrienti importanti come ferro, zinco e vitamina B12, indispensabili per la formazione dei globuli rossi del sangue, oltre a minerali vari, come il selenio che combatte i radicali liberi, minerali che servono per costruire le molecole di quegli enzimi che, a nostra insaputa, lavorano attivamente per mantenerci in buona salute. Va, infatti, ricordato che il corpo umano ha bisogno di circa 40 elementi nutritivi fra proteine, grassi, carboidrati, vitamine, minerali, acqua e microelementi, che sono sparsi in tutti gli alimenti. Il ruolo di molti di questi nutrienti non è ancora ben noto, ma è stato accertato che, se nell’alimentazione ne manca qualcuno, ne risulta compromesso il benessere fisiologico ed è probabile l’insorgenza di qualche malattia. Per tale motivo, oggi tutti i nutrizionisti sono concordi nell’affermare che l’alimentazione deve essere il più possibile variata e alternata, in modo da assicurare all’organismo, con sufficiente probabilità, tutti i nutrienti di cui ha bisogno e di cui anche la carne è una fonte importante.

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