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Venerdì 10 Maggio 2013 05:16 |
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L’eccesso di Internet influisce, negativamente, anche su comportamenti ed abitudini non direttamente collegate all’uso della Rete. Il dato emerge dall’Osservatorio SIP (Società Italiana di Pediatria) su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani”, che indaga annualmente, dal 1997, un campione nazionale di adolescenti che frequentano la terza media (12-14 anni). Gli adolescenti che navigano su Internet per più di 3 ore al giorno (21,3% del totale – dato 2012) hanno abitudini alimentari peggiori, sono più inclini al rischio, fumano e bevono di più, leggono di meno, hanno un rendimento scolastico inferiore, hanno comportamenti sessuali più “adultizzati”, praticano meno sport e lo fanno con un atteggiamento molto più orientato alla vittoria che alla pratica ludica. |
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Giovedì 09 Maggio 2013 05:21 |
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Sì alla trasparenza online nella PA, ma rispettando la dignità delle persone. Sui siti dei Comuni non possono essere pubblicati atti e documenti contenenti dati sullo stato di salute dei cittadini. Dopo i primi dieci provvedimenti di divieto adottati nelle scorse settimane, il Garante per la privacy ha fatto oscurare dai siti web di altri sedici Comuni italiani, di piccola e media grandezza, i dati personali contenuti in alcune ordinanze con le quali i sindaci disponevano il trattamento sanitario obbligatorio per determinati cittadini.
Nelle ordinanze, con le quali si disponeva il ricovero immediato di diversi cittadini, erano infatti indicati “in chiaro” non solo i dati anagrafici (nome, cognome, luogo e data di nascita) e la residenza, ma anche la patologia della quale soffriva la persona (ad es. “infermo mentale”) o altri dettagli davvero eccessivi, quali ad esempio l’indicazione di “persona affetta da manifestazioni di ripetuti tentativi di suicidio”.
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Giovedì 09 Maggio 2013 05:20 |
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Chi è in attesa di un figlio ha diritto di essere informato dal medico circa le condizioni del feto.
È quanto ha stabilito il Collegio Supremo con la sentenza 22 marzo 2013, n. 7269.
La vicenda di cui alla sentenza in commento concerne una donna che durante la gravidanza aveva effettuato alcuni esami per accertare eventuali malformazioni del feto. Dal momento che dall’ecografia morfologica non era risultato niente di anomalo, la gestante non aveva ritenuto opportuno sottoporsi all’amniocentesi. Il bambino era poi nato con una grave malformazione che aveva portato la donna a citare in giudizio il ginecologo, sostenendo che se fosse stata a conoscenza della patologia non avrebbe portato a termine la gravidanza.
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Giovedì 09 Maggio 2013 05:14 |
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Ogni anno, ormai da diverso tempo, a ridosso della stagione estiva arriva qualche allarme sulla pericolosità di lettini e lampade solari. Due giorni fa a sollevare la questione è stata la Food and Drug Administration che ha proposto di riclassificare le lampade abbronzanti, passando da “basso rischio” a “rischio moderato”, prevedendo anche una raccomandazione per i più giovani di non utilizzarle. |
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Venerdì 03 Maggio 2013 05:22 |
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Con sentenza n. 18185 del 19 aprile 2013 della Corte di Cassazione, ha assolto dal reato di lesioni gravissime i medici che avevano eseguito un intervento su una minore per asportare una massa tumorale dall'encefalo che, a detta dei medici, sarebbe stato altamente maligno. Dall'esame istologico erano emerse due diagnosi contrastanti, una che dichiarava il basso grado della malignità del tumore e una che ne dichiarava invece l'alto grado. In ogni caso i medici avevano agito in regime d'urgenza e non avevano disposto ulteriori esami per verificare se vi fossero possibili interventi alternativi e meno invasivi rispetto a quello eseguito. |
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Venerdì 03 Maggio 2013 05:17 |
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Le parafarmacie possono vendere i farmaci di fascia C? A rispondere, a breve, sarà direttamente la Corte di Giustizia dell’Unione Europea che si pronuncerà sulla legittimità della norma italiana che vieta alle parafarmacie di vendere nei propri esercizi i farmaci con obbligo di ricetta bianca, quelli cioè a totale carico del cittadino. |
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Giovedì 02 Maggio 2013 05:22 |
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Stop alle visite fiscali d'ufficio per verificare le assenze per malattia in aziende ed enti pubblici.
E' la decisione dell'Inps, a quanto apprende l'AGI, per raggiungere l'obiettivo di 500 milioni di euro di risparmi sul bilancio 2013, come previsto dalla legge di stabilita'. Un taglio (le visite fiscali d'ufficio da sole ammontano al 75% delle visite totali, pari a circa 1,5 milioni di controlli ogni anno) che fa insorgere i medici di famiglia della Fimmg, secondo cui la decisione non fara' altro che favorire un nuovo boom di assenteisti, oltre che portare al licenziamento di mille medici. "L'Inps, per far fronte alla razionalizzazione della spesa richiesta dalla legge di stabilita' - denuncia Alfredo Petrone, coordinatore nazionale del settore Fimmg Inps - ha deciso la temporanea sospensione delle visite mediche di controllo disposte d'ufficio dall'Istituto.
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