La Regione Calabria, con decreto dirigenziale n° 18042 del 3 novembre 2004, bandiva un concorso per la copertura di n° 111 posti per la stabilizzazione del personale per i quali nell’anno 2004 erano state avviate le procedure concorsuali
e specificatamente n° 20 posti per la categoria B/3, n° 50 posti per la categoria C e n° 41 per la categoria D/1.
Per partecipare a tali bandi di concorso, ogni concorrente ha dovuto effettuare il versamento della somma di Euro 12,00 in favore della Regione Calabria (di cui euro 8,00 per la tassa di concorso e euro 4,00 per spese di corrispondenza senza diritto di rimborso.
Con Decreto Dirigenziale del 14 maggio 2008 la Regione Calabria ha annullato tali concorsi decidendo di provvedere al rimborso della sola tassa di concorso (alcuni concorrenti hanno inoltrato domanda per più concorsi) pari a 8 euro in quanto, per come previsto dal bando 4 euro non sono rimborsabili poichè imputate a spese di corrispondenza.
Ma la cosa più grave “al danno la beffa” è che la Regione Calabria, che non è nuova a tali iniziative, infatti altre volte in passato non ha dato seguito alle procedure concorsuali bandite, chiede per ottenere il rimborso che si faccia richiesta, magari con raccomandata a.r. spendendo altri 3,40 euro.
Tale comportamento è inaccettabile poiché la Regione Calabria avrebbe dovuto, decidendo di annullare un concorso, avvisare direttamente tutti coloro che hanno fatto richiesta di partecipazione allo stesso, non essendo sufficiente pubblicare il bando di revoca sul sito internet della Regione, e procedere alla restituzione dell’importo versato, incrementato della relativa rivalutazione monetaria dal 2004 ad oggi.

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