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Venerdì 14 Dicembre 2012 06:25
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 La notizia sinora ignota e trapelata da qualche giorno, relativa all’applicazione delle delibere nn.ri 19 e 20 del 31 Ottobre 2012 con le quali, già nell’anno in corso, la triade commissariale del Comune di Reggio Calabria ha disposto l’aumento percentuale della TARSU nella misura del 60% e del canone acqua del 130%  è di quelle che lasciano esterrefatti.

E’ quanto afferma l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, tenuto conto che la pressione fiscale in Italia è la maggiore del mondo e si attesta al momento intorno al 54%,  i servizi resi sono inesistenti, la disoccupazione è ai massimi storici ed il reddito delle famiglie si è polverizzato incidendo ormai sensibilmente anche sui consumi alimentari.

E così mentre la triade Commissariale in queste ore sta decidendo se dichiarare o meno il dissesto finanziario del Comune di Reggio Calabria, molti cittadini in mobilità, cassintegrati, disoccupati, pensionati al minimo o in attesa degli emolumenti stipendiali non percepiti, nonostante le prestazioni lavorative rese, (dipendenti Comunali, lavoratori Leonia, Multiservizi, ATAM, ecc.ecc. ai quali va tutta la nostra solidarietà) lo hanno già dichiarato.

In merito agli aumenti deliberati, pochi giorni addietro avevamo ribadito che ogni tassa viene corrisposta per un servizio fornito, pertanto se esso  non viene erogato, si ha il diritto da parte dei cittadini a contestare quanto richiesto, trattandosi di una mera imposizione senza alcuna prestazione resa da parte delle istituzioni.

E’ quanto accade sia con la TARSU che con il canone acqua e cioè a fronte di due servizi che latitano da parecchio tempo, ne viene chiesto il pagamento con gli ulteriori aumenti deliberati, gravando con una imposizione di circa il 90% della misura massima tassabile.

Nello specifico la TARSU oltre ad aver subìto già un aumento ad opera della precedente Giunta Comunale nell’agosto del 2011, annovera  un disservizio nella raccolta rifiuti che si prolunga da oltre un anno,  mentre nessun provvedimento è stato intrapreso per adeguare al ribasso le tariffe, nonostante i cittadini abbiano diligentemente eseguito la raccolta differenziata, eppure alcuni comuni in Italia hanno già attivato vantaggiosamente degli ecopunti tramite aziende che acquistano immondizia come plastica, carta, alluminio, ferro,ecc. per rivenderla a consorzi di riciclaggio.

Non meno allarmante, anzi più gravosa è la situazione riguardante il canone acqua, poichè è ben nota a tutti da anni la pessima qualità di gran parte dell’acqua erogata a Reggio e nell’intero comprensorio del Comune e della cronica carenza idrica, nonostante ciò la Commissione ha deliberato un aumento di oltre il 130% delle tariffe, passando da 0,66 euro a metro cubo a 1,765 euro a metro cubo. Nella zona di Pellaro, dove il canone è ridotto a causa della dichiarata non potabilità del liquido, il canone passa da 0,333 a 0,882 euro al metro cubo.

Fu proprio grazie ai ricorsi intentati dall’Unione Nazionale Consumatori ed accolti con sentenze emesse dai Giudici di Pace, che il Comune di Reggio Calabria decise nel Giugno del 2011 il rimborso del 50% dei canoni acqua degli anni 2005-2009 in considerazione della non potabilità della stessa per l’enorme percentuale di cloruri presenti e a tutt’oggi non risulta che tale situazione sia positivamente mutata.

Il calcolo di quanto inciderà in termini di costi per un nucleo familiare composto da  quattro componenti con gli aumenti deliberati dalla Commissione insediatasi a Palazzo S.Giorgio, ammonterà per un appartamento medio, per la Tarsu da 210 a 336 euro, per il canone acqua da 240 a 552 euro, per un totale complessivo annuo di euro 438.

L’Unione Nazionale Consumatori Calabria considerando inaccettabili tali esborsi in considerazione dei servizi resi, avvierà un’azione collettiva per la TARSU ed il canone acqua, a tutela dei consumatori che riterranno di non dover corrispondere quanto viene loro richiesto, in presenza dei  presupposti per ottenere dai Giudici competenti, dei provvedimenti che ristabiliscano il giusto dovuto da corrispondere, in considerazione dei servizi non o parzialmente erogati.
Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Dicembre 2012 07:07
 
CENTRO DIFESA DEL MALATO

 
 

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