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Il lisozima è un enzima con struttura polipeptidica naturalmente  presente in alcuni escrementi animali (in particolare nelle lacrime umane) e anche nell’albume dell’uovo. E’ una delle poche sostanze di origine animale ad attività antibiotica; la sua azione consiste nell’attaccare la parete dei batteri rendendoli più vulnerabili limitandone la capacità di sviluppo. Per questa sua caratteristica trova applicazione sia in alcuni “integratori” alimentari, sia nella preparazione di alimenti “fermentati” quali il vino, la birra, e alcuni formaggi stagionati come il Provolone, l’Asiago, il Montasio e soprattutto il Grana Padano.

“Benessere animale”, “Fresco di allevamento”, “Genuino”, “100% naturale”. Sempre più prodotti di origine animale riportano indicazioni di questo tipo. Ma ci si può davvero fidare? CIWF e Legambiente si dicono preoccupate del fatto che indicazioni di questo tipo possono trarre in inganno i consumatori.Le due associazioni lanciano una petizione al Ministro delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio, e della Salute, Giulia Grillo, per avviare al più presto un processo per la definizione di un’etichettatura volontaria secondo il metodo di allevamento che garantisca ai consumatori la possibilità di fare acquisti consapevoli.

Feste appena concluse e primi bilanci per la sicurezza alimentare. Durante le festività non si sono infatti fermate le attività di controllo dei carabinieri del Nas, che in tutta Italia hanno portato avanti interventi per la sicurezza alimentare. Sequestrati carne, pane e prodotti di gastronomia.

La spesa alimentare degli italiani premia il salutismo e la gratificazione. Il carrello della spesa è diventato più nutriente: aumentano gli acquisti di prodotti che hanno più proteine, fibre e grassi (e quindi più calorie), ma meno zuccheri. Salgono le vendite di prodotti che richiamano uno stile di vita, quelli bio, vegetariani e vegani, e quelle dei prodotti integrali e con fibre. Su tutto svetta l’italianità rivendicata in etichetta, sia come made in Italy che come ingredienti 100% italiani, che muove vendite per 6,4 miliardi di euro. I dati vengono dalla quarta edizione dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy.

Yogurt, latte, formaggi e burro: attenzione alle fake news e ai falsi miti. Non è vero che bere latte da adulti è innaturale, che col latte si ingeriscono anche antibiotici e ormoni, che la pastorizzazione uccide i fermenti lattici dello yogurt, che chi è intollerante al lattosio deve rinunciare ai latticini. Per fare chiarezza su alimentazione e cattiva informazione arriva dall’Unione Nazionale Consumatori una guida al consumo consapevole di latte e latticini, realizzata in collaborazione con Assolatte, Associazione Italiana Lattiero Casearia.

Conad non venderà più uova da galline allevate in gabbia a partire dal prossimo luglio 2019. L’impegno è stato reso noto dallo stesso supermercato in un comunicato ufficiale.

CIWF Italia Onlus accoglie con soddisfazione il risultato che arriva dopo più di un anno di campagna che ha visto protagonisti anche i consumatori in azioni dirette a sollecitare il cambiamento.

È partita la raccolta firme “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) organizzata da Coldiretti Lombardia. E già firmata dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Secondo la Coldiretti regionale, è a rischio “fake” nel carrello della spesa un prodotto alimentare su quattro che non ha l’obbligo di riportare l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini.