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Di fronte all’emergenza Coronavirus occorre intervenire sulla riduzione delle bollette. Servono scelte coraggiose del Governo

Elena Leoparco

La crescente situazione emergenziale dovuta alla pandemia del nuovo Coronavirus si sta riverberando anche sui consumi di energia, gas, acqua e rifiuti.

Alcuni giorni fa, l’ARERA ha annunciato che a partire dal 1 aprile per le famiglie ci sarà un calo del costo delle bollette a seguito del crollo delle materie prime e dei consumi energetici per il fermo delle attività economiche e produttive.

Edison contribuisce alle iniziative per reagire e resistere all’emergenza da Covid-19: donazione di 1,5 milioni di euro e sospensione dei pagamenti delle bollette su tutto il territorio nazionale per i propri clienti più in difficoltà

Edison, in questo momento di emergenza COVID-19, contribuisce al sostegno del Paese garantendo un servizio essenziale e imprescindibile attraverso la piena operatività delle sue 200 centrali elettriche e delle attività di servizi energetici e di fornitura di energia nei siti dei suoi clienti.

Edison, servizi garantiti

Tra i reclami più frequenti che l’Unione Nazionale Consumatori riceve in questo periodo di emergenza, molti riguardano i servizi scolastici per i quali gli istituti richiedono che si prosegua con il pagamento delle rette. I genitori dal canto loro, considerato che le Scuole sono chiuse per Decreto, vorrebbero interrompere (o quantomeno ridurre) i versamenti. E in parte hanno ragione: infatti, sebbene non si tratti di un “disservizio” imputabile all’Istituto, tuttavia le regole del diritto prevedono che se un fornitore non sia più in grado, per impossibilità sopravvenuta, di offrire la prestazione, questi abbia l’onere di rimborsare (in tutto o in parte) il pagamento ricevuto.

Tra i tanti reclami che l’Unione Nazionale Consumatori riceve in questo periodo di emergenza, molti riguardano tutti quei contratti attivati in precedenza e che oggi il consumatore non è più in grado di onorare o che, d’altro canto, il fornitore non è più in grado di mettere a disposizione secondo gli  accordi e le comunicazione commerciali diffuse all’epoca in cui il contratto è stato sottoscritto.

Molti consumatori non sanno come leggere le bollette e non hanno coscienza di quanto stanno realmente pagando. Una breve guida spiega come fare

Per quanto possa sembrare strano una delle azioni che nella quotidianità compiamo più spesso, ovvero quella di pagare le nostre bollette, è anche una delle meno comprese dalla gran parte degli italiani. Secondo recenti studi infatti ben 9 italiani su 10 non sanno leggere le voci presenti nelle loro bollette dell’energia, non riuscendo quindi a comprendere quello che pagano e limitandosi ad aprire la bolletta, cartacea o digitale, e a leggere l’importo senza prestare attenzione alle voci elencate.

In questo delicato momento che stiamo vivendo, viste le misure in materia di contenimento e gestione epidemiologica da COVID-19, molti consumatori si sono rivolti ai nostri sportelli per avere delucidazioni  in merito alla gestione del rapporto con il personale domestico (colf, badanti e babysitter).
Ad oggi non sussiste un divieto di prestazione lavorativa, il collaboratore domestico può continuare a lavorare presso l’abitazione della famiglia per cui presta servizio, come è stato confermato anche nel DPCM del 22 Marzo 2020. Nella tabella delle attività escluse dallo stop infatti, figura il codice Ateco 97, che include tutti i datori di lavoro domestico. Tuttavia, il Governo ha suggerito di sospendere l’attività, salvo casi eccezionali, come atto di responsabilità e per dare attuazione alle disposizioni introdotte.

Vorrei trasferire un immobile ad un mio nipote ma non so se è meglio fare una donazione o vitalizio… cosa è preferibile?

Si tratta di due modalità completamente diverse. L’atto di donazione viene posto in essere per spirito di liberalità senza poter pretendere nulla a titolo di corrispettivo. La donazione può certamente essere gravata da un onere di assistenza morale e/o materiale, ma comunque la prestazione oggetto dell’onere non può mai fungere da corrispettivo del trasferimento del bene e il beneficiario, inoltre, sarà tenuto all’adempimento dell’onere entro i limiti del valore della cosa donata.

L’atto di vitalizio invece è un contratto a prestazioni corrispettive: a fronte del trasferimento del bene l’acquirente è tenuto ad assistere materialmente e moralmente il cedente (e quindi in relazione alla longevità del venditore e alle sue condizioni di salute, anche per valore superiore a quello del bene trasferito).

Fonte: Guida “Donazioni consapevoli” Consiglio Nazionale del Notariato