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La discesa dei prezzi non ha ancora rilanciato i consumi e il clima di incertezza nel mercato del lavoro potrebbe portare a ulteriori flessioni. Per stimolare la domanda è dunque fondamentale individuare strumenti di sostegno alla fiducia e una maggiore informazione sui prezzi praticati dal mercato. È quanto ha detto il Segretario Generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, intervenuto all'audizione presso la Commissione straordinaria per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati del Senato. "La recente diminuzione del costo della vita - ha detto Tripoli - non ha ancora avuto effetto sui consumi delle famiglie che hanno continuato ad attenuarsi".

"Nonostante il recupero del potere d'acquisto permesso dalla recente caduta dei prezzi di energia e alimentari - ha continuato - le prospettive dei consumi appaiono ancora difficili. Il clima di incertezza che grava sulle prospettive del mercato del lavoro, inoltre, potrebbe contribuire nei prossimi mesi a determinare una riduzione ulteriore della propensione al consumo degli italiani". Servono inoltre maggiori informazioni: "Nel settore energetico, ad esempio, si avverte con grande difficoltà il passaggio delle recenti diminuzioni dei prezzi petroliferi alle bollette dei consumatori e delle imprese".

La caduta dei prezzi del petrolio non si è ancora tradotta in minori costi per gli utenti e le liberalizzazioni nel settore energetico non sono decollate. Come rileva Unioncamere, infatti, "a distanza di oltre nove anni dalla nascita del libero mercato dell'energia elettrica e di quasi due dalla liberalizzazione nel comparto delle utenze domestiche, larga parte dei clienti non domestici, del manifatturiero e dei servizi, non ha mai cambiato fornitore. A distanza di sei anni dalla liberalizzazione operata nel mercato del gas naturale (2002), inoltre, il 95% delle famiglie non ha mai cambiato fornitore".