Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Come al solito prima se ne parla, quasi per abituarsi all’idea, poi si susseguono le smentite ed infine arrivano inesorabilmente i provvedimenti penalizzanti che in questo caso riguardano i viaggiatori calabresi.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria lo aveva già preannunciato l’anno scorso allorchè con l’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, non appariva più alcun collegamento dalla Sicilia e dalla fascia ionica della Calabria per il resto d’Italia dei treni Intercity e Intercity night.
Infatti, dal 1 marzo 2010 nella distrazione di una classe politica che non ha proceduto ad una levata di scudi come in altre occasioni, ma ha preferito solo rimpallarsi le rispettive  responsabilità, Trenitalia S.p.A. ha disposto la soppressione di ben 12 treni a lunga percorrenza che collegavano direttamente Reggio Calabria e la fascia ionica calabrese con Torino, Milano e viceversa, con conseguente possibile perdita di posti di lavoro.
La versione ufficiale è come al solito quella della mancata produttività di tali collegamenti dovuti alla scarsa utenza, ma bisogna dire che  il personale ferroviario in servizio su tale tratta, ha smentito categoricamente tale versione dei fatti, sostenendo invece che nell’arco dell’anno , su questi treni si incontrano migliaia di utenti, viaggiatori abituali, che per ragioni di lavoro, di studio e familiari vivono sopratutto da pendolari, partendo per le destinazioni settentrionali la domenica sera e facendo rientro a casa il venerdì.
Inoltre tali tagli penalizzeranno oltremodo anche il turismo verso il sud Italia già di per se difficile da raggiungere per la complessità dei trasporti ed ora anche per volontà di Trenitalia.
Ma il turismo non sarà il solo ad essere penalizzato, poichè, il collegamento diretto di questi treni con la città di Genova, costituiva anche il modo più economico per raggiungere l’ospedale Gaslini dove molte famiglie calabresi vi accompagnano i propri figli bisognosi di cure mediche. Non a caso, i treni soppressi vengono definiti dagli addetti ai lavori “treni sociali raccoglitori”, in quanto consentono il collegamento diretto dei centri cittadini meridionali: Battipaglia, Sapri, Maratea, Scalea, Paola, Amantea, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Rosarno, Gioia Tauro , Villa S.Giovanni e la fascia ionica calabrese  alle destinazioni più lontane del Nord  Italia e viceversa.
Dal 1° marzo gli stessi utenti dovranno affrontare un aggravio di spesa, pari
a circa il doppio di quanto sostenevano in precedenza, ed anche il disagio di dover effettuare obbligatoriamente il cambio treno a Roma, attendendo le coincidenza per le varie destinazioni, (Firenze, Bologna, Alessandria, Genova, Torino ed altri grandi centri). E’ evidente che oltre allo svantaggio di dover trascinare i propri bagagli da un treno ad un altro, con attese snervanti in stazione, esistono categorie di persone impossibilitate ad effettuare autonomamente i cambi e dovranno necessariamente essere assistiti in maniera adeguata.
La società Trenitalia sostiene di aver compensato la soppressione dei suddetti treni con il potenziamento del treno notte 1926 che collega  la Sicilia a Milano, ma questo convoglio oltre a non svolgere servizio passeggeri (solo vagoni letto e cuccette), non può assolutamente soddisfare la domanda dei viaggiatori dei treni soppressi, in considerazione del fatto che i convogli soppressi trasportavano da 700 a 900 passeggeri, ognuno, e che il potenziamento consiste soltanto in un massimo di 180 posti del tutto inadeguati.
Il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, Avv. Saverio Cuoco, a seguito di tale provvedimento assunto da Trenitalia del tutto inaccettabile, che limita sensibilmente i più elementari diritti alla mobilità, costituzionalmente garantiti, valuterà con il “centro di orientamento giuridico del consumatore”, l’opportunità di avviare una class action per violazione degli standard minimi qualitativi del servizio di trasporto ferroviario.