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Perché non si legge? Per mancanza di tempo libero, dice il 30% di chi non legge. Mentre oltre il 23% di fatto preferisce altri svaghi rispetto ai libri. Il motivo economico – “i libri costano troppo” – viene indicato solo dall’8,5% dei non lettori. I dati sono stati presentati oggi dall’Istat a Tempo di libri, la fiera internazionale dell’editoria in programma fino al 12 marzo a Milano.

Dice il presidente dell’Associazione italiana editori Ricardo Franco Levi: “La mancanza di tempo è sempre stata la motivazione principe che i non lettori portano per giustificare il loro rapporto con il libro e la lettura. È certamente vero, soprattutto all’interno degli odierni ritmi di lavoro, spostamento, occupazione del tempo. In realtà credo che dietro questa affermazione si nascondano delle dinamiche più complesse. Tanto che è curioso che la giustificazione della non lettura per il poco tempo a disposizione sia più alta tra gli uomini rispetto alle donne, che hanno anche il cosiddetto tempo di cura a loro sfavore. Dietro questo dato penso ci sia piuttosto un disinteresse verso la lettura più in generale che non si vuole dichiarare, un posizionamento del libro e dell’attività del leggere vissuto come qualcosa di non completamente positivo. Se questo è vero – dice Levi – diventa centrale il ruolo che i soggetti delegati alla socializzazione della lettura, e in primo luogo scuole e biblioteche, dovranno svolgere nei prossimi anni”.

I dati presentati a Milano dicono che il 30% dei non lettori italiani non legge per mancanza di tempo libero da investire nei libri: la mancanza di tempo è indicata dal 31,8% degli uomini e dal  27,7% delle donne. Il 23,7% di chi non legge preferisce altri svaghi rispetto ai libri, il 15,9% indica motivi di salute che allontanano dalla lettura (“non ci vedo bene, età anziana”) e il 9,1% è troppo stanco dopo aver svolto altre attività. Il motivo economico (“i libri costano troppo”) è scelto dall’8,5% dei non lettori.Televisione, radio, pc, cinema hanno la prevalenza sui libri per il 6,5% dei non lettori.

Ma chi sono i non lettori? Una platea di 22 milioni di italiani che non ha letto libri nel 2015, il 39,3% di persone con più di 6 anni che non hanno letto (per motivi non strettamente scolastici o professionali). Si tratta di una percentuale in aumento rispetto al 37% registrato nel 2006 e al 36,7% del 2010. Il calo più forte è fra gli uomini: nel 2015 i non lettori maschi sono il 45,2% (in aumento rispetto agli anni passati) mentre le non lettrici donne sono il 33,7% nel 2015 (anche questo dato in salita).  La non lettura aumenta con l’età. Tra gli 11-14enni i non lettori sono il 25,7% degli ragazzi e il 17,7% delle ragazze, percentuali che salgono tra i 45-54 anni al 44,2% degli uomini e il 29,4% delle donne, tra i 60-64 anni toccano il 45,7% per i maschi e il 31,4% per le donne. La scarsa propensione alla lettura è legata anche al livello di istruzione: indici di non lettura più alti si trovano tra le persone che hanno la licenza elementare (il 78,4% degli uomini e il 63,5% delle donne) rispetto ai laureati (il 12,3% degli uomini e il 9,7% delle donne).