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Gli sversamenti in mare di idrocarburi, derivanti da incidenti o da atti dolosi come il lavaggio illegale delle cisterne a mare, rappresentano un vero e proprio crimine ambientale, un rischio permanente per l'ecosistema marino-costiero e per il turismo e devono essere fermati. Nel Mediterraneo transitano ogni anno circa 2mila petroliere che vanno assolutamente sottoposte a serio controllo.
Le vaste chiazze di sostanza oleosa, presumibilmente catrame, che interessano il tratto di costa jonica reggino compreso tra i Comuni di Locri, Siderno e Roccella Jonica e che sarebbero state rilasciate in mare aperto da qualche imbarcazione, costituiscono un comportamento criminale, un vero atto di “pirateria ambientale” ed i responsabili, in primo luogo il comandante dell’imbarcazione che ha provocato tale disastro ecologico, in una zona peraltro dove nidificano le tartarughe, vanno prontamente individuati anche attraverso il monitoraggio dei tracciati radar e satellitari della zone ed assicurati alla giustizia.
I mezzi navali inviati dal Ministero dell’Ambiente, stanno intanto procedendo alla bonifica del tratto di mare interessato, con l’ausilio delle unità aeronavali della Capitaneria di Porto della Guardia Costiera.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, nel chiedere un maggior controllo delle navi petroliere che attraversano il Mediterraneo, per evitare simili episodi, auspica l’immediata individuazione dei responsabili di tale misfatto ecologico ed è pronta a costituirsi parte civile nel successivo procedimento penale, per i danni arrecati all’ambiente, all’economia del territorio che ha visto l’immediato abbandono dei turisti dalle zone interessate, ma soprattutto ai cittadini della costa calabrese dove si è spiaggiato il catrame.