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Giocattoli su tutti, seguiti da veicoli a motore, abbigliamento e articoli di moda: sono questi i principali prodotti segnalati in Europa dal sistema di allarme rapido per prodotti pericolosi (non alimentari). Un sistema che, dice Bruxelles, viene usato sempre più di frequente dalle autorità nazionali, che nel 2016 hanno ritirato un numero maggiore di prodotti pericolosi dai negozi. E poiché i consumi viaggiano sempre di più online, la Commissione europea ha rafforzato la collaborazione con Amazon, Ebay e Alibaba.

Molti dei prodotti pericolosi notificati dal sistema di allarme rapido sono infatti venduti anche sulle piattaforme e sui mercati online – nel 2016 si tratta di 244 notifiche su oltre 2 mila segnalazioni – e vari Stati hanno già istituito gruppi specializzati per monitorare pagine web e rintracciare i prodotti pericolosi venduti online. L’ultima relazione sul sistema di allarme rapido per i prodotti pericolosi, presentata oggi dalla Commissione europea, evidenzia un uso più frequente da parte dei paesi europei, un numero più elevato di prodotti ritirati, e la collaborazione con le piattaforme di vendita online. Attraverso il sistema di allarme rapido nel 2016 sono state diffuse tra le autorità nazionali 2.044 segnalazioni di prodotti pericolosi, che hanno attivato 3.824 azioni di follow-up, come i richiami di prodotti. Il numero di reazioni è più che raddoppiato rispetto agli anni precedenti. La Commissione europea ha inoltre collaborato con le autorità nazionali per rendere il sistema ancora più facile da usare e il sito web pubblico è stato aggiornato per incoraggiarne l’uso da parte delle imprese e dei consumatori.

“I consumatori devono essere protetti dai prodotti pericolosi e questa tutela deve valere sia online che offline – ha detto Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere – Sono quindi soddisfatta che Amazon, Ebay e Alibaba abbiano accettato di unirsi a noi per ritirare dai loro siti web i prodotti notificati mediante il sistema di allarme rapido, e invito gli altri a fare altrettanto. Sono inoltre lieta dei progressi compiuti in relazione alla Cina: quest’anno le merci pericolose importate sono diminuite. Ciò dimostra che la nostra cooperazione con la Cina e la persistenza nel richiedere standard elevati stanno dando frutti.”

I prodotti più segnalati nel 2016 sono stati i giocattoli (26%), seguiti dai veicoli a motore (18%) e da abbigliamento, prodotti tessili e articoli di moda (13%). Il rischio più notificato è stato quello di lesioni (25%), seguito da quello chimico (23%). La maggior parte dei prodotti veniva da paesi terzi, per il 53% dei casi dalla Cina (1069 prodotti) ma con un numero di segnalazioni in calo del 9% rispetto al 2015 (quando la provenienza cinese riguardava il 62% delle segnalazioni). Seguono i prodotti di origine europea (23% pari a 468 notifiche); 102 notifiche (5%) hanno indicato come paese d’origine gli Stati Uniti e 53 (2,6%) la Turchia, mentre è sconosciuta l’origine di 158 prodotti notificati (8%).