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Dopo tredici anni sono tornate le prove autunnali di recupero delle materie in cui si è stati rimandati, vero incubo delle famiglie che si vedono prosciugare il conto in banca e parecchie volte sono costrette a rinunciare anche alle vacanze. 
Il giro d’affari è stimato (dalle associazioni consumatori) in circa 150 milioni di euro: un «mercato nero» dell’istruzione che si era ridimensionato con i debiti e i recuperi e che quest’estate invece con la reintroduzione del recupero delle materie durante il periodo estivo è rifiorito.
Diverse segnalazioni sono giunte presso l'associazione, di genitori indignati per avere sborsato somme cospicue per le ripetizioni.
Non c'è dubbio e su questo c'è ampia convergenza anche da parte delle associazioni dei genitori,che le lacune vadano colmate con un' adeguata preparazione, me speriamo che non si debbano ripetere gli errori del passato con alunni diventati merce di scambio tra professori e che in cambio di una "lauta ricompensa" nello spazio di un mese diventavano preparatissimi nelle materie in cui erano stati rimandati.
Tutto ciò contribuiva solo ad arricchire alcuni professori, a creare discriminazioni tra studenti e sopratutto non serviva proprio a nulla per il recupero dello studente.