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Da domani, 1* marzo, nei contratti di locazione non abitativi in essere di durata superiore a 6 anni (ovvero a 9, per alcuni particolari casi) e che contengano la clausola di aggiornamento del canone di cui al contratto-tipo della Confedilizia, e' possibile applicare l'aggiornamento Istat nella misura del 100% (e non piu' del 75%).

Lo rileva la stessa Confedilizia, segnalando che entra infatti in vigore domani - dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - la norma che stabilisce la regola generale della piena liberta' di pattuizione di clausole dirette a modificare l'entita' nominale del canone allo scopo di recuperare integralmente la perdita del valore reale della moneta. Per i soli contratti per i quali la durata sia stata pattuita in misura corrispondente a quella minima (6 o 9 anni, a seconda del tipo di contratto) - sottolinea l'Organizzazione della proprieta' immobiliare - la misura dell'aggiornamento del canone resta stabilita in misura parziale (75%) e obbligatoriamente riferita a un dato preciso e specifico (quello dell'indice Istat).
Per i contratti in corso al momento dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni, il previsto meccanismo di libera determinazione dell'aggiornamento deve ritenersi applicabile ove tali contratti abbiano una durata superiore a quella minima e contengano una clausola che consenta di aggiornare il canone in misura superiore al 75%. Circostanza che si verifica - come detto - con i contratti-tipo da tempo diffusi dalla Confedilizia e dalle proprie Associazioni territoriali aderenti.