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di Gabriella Lax

Dai due a i dieci centesimi in più per le buste della spesa, trasparenti ed ultraleggere, con o senza manici, quelle per intenderci dove si infilano frutta e verdura per poi pesarli, ritirare lo scontrino, attaccarlo al sacchetto e portarlo alla cassa. Da gennaio, dunque, questo costo si andrà ad aggiungere ai carrelli di spesa già "cari" nel nostro Paese e a quello delle shopper per portare a casa gli acquisti.

Anche le buste leggere per la spesa a pagamento da gennaio

Se si pensa che sarebbe impossibile utilizzare la stessa busta per prodotti con prezzi diversi, risulta chiaro che servirà aggiungere all'importo di ogni alimento acquistato il costo dei singoli sacchetti utilizzati. E, busta dopo busta, sacchetto dopo sacchetto, sommandoli, i pochi centesimi contribuiranno ancora una volta a pesare sul budget delle famiglie. Il ricavato andrà in parte al supermercato (o dal negozio) e, per il resto, allo Stato sotto forma di Iva e di imposta sul reddito. Secondo le prescrizioni normative le nuove buste non potranno essere distribuite gratuitamente e il prezzo di vendita dovrà risultare dallo scontrino o dalla fattura di acquisto delle merci.

Le nuove norme sulle shopper e le multe salate in caso di trasgressione

I provvedimenti sulle shopper sono contenuti nella legge di conversione del decreto legge Mezzogiorno che ha ricevuto l'ok lo scorso agosto.

La normativa stabilisce che anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri, ovvero con spessore della singola parete inferiore a 15 micron, siano biodegradabili e compostabili, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40% (dal 2020 questo tasso salirà al 50% e dal 2021 al 60%) e che siano distribuiti esclusivamente a pagamento. Fino a questo momento il ministero dell'Ambiente non ha risposto alle critiche dovute alla prossima introduzione della nuova normativa. Si tratta di disposizioni molto severe che, dall'entrata in vigore, prevedono in caso di trasgressione per il negozio o il supermarket, multe che partono da 2.500 euro e arrivano a 100mila nel caso in cui la violazione dovesse riguardare un ingente quantitativo di buste oppure se il valore delle buste fuori legge è superiore al 10% del fatturato del trasgressore.