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Sembrava un capitolo chiuso, come era stato annunciato nei giorni scorsi ed invece l’emergenza idrica torna a tenere sotto scacco la città, reduce da un incubo durato parecchie settimane. Inevitabili le reazioni a questa nuova carenza d’acqua, causata da un nuovo guasto alla condotta idrica che ha provocato le giuste proteste dei cittadini già esasperati dalla carenza cronica di acqua, che nelle ultime settimane in molte zone del comprensorio reggino, si è tramutata in totale assenza di acqua. E’ quanto sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, che annuncia la predisposizione di un dettagliato esposto-denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica, per interruzione di pubblico servizio con il quale si chiede di fare luce pienamente su quanto accaduto in queste settimane nell’addebito di responsabilità tra la Sorical ed il Comune di Reggio Calabria e nel contempo si annuncia l’avvio di una class action con la quale si chiederà il risarcimento dei danni subiti da ogni singolo cittadino a causa dei disagi patiti. Questa situazione precaria di continua interruzione nell’erogazione dell’acqua, comporta difficoltà nell'igiene personale, nella cura della casa, l'impossibilità di usare elettrodomestici e molte altre conseguenze sul piano pratico con disagi che, ripercuotendosi sul diritto alla qualità della vita ed alla libera estrinsecazione della personalità dei cittadini, garantita dall'art. 2 della Costituzione, sarà oggetto di valutazione dall’Autorità Giudiziaria nel riconoscimento del risarcimento del danno esistenziale loro causato. A secco sono rimaste, non solo intere famiglie, ma anche attività commerciali, come bar, ristoranti, parrucchieri, che negli ultimi giorni hanno dovuto sopportare gravi limitazioni al regolare svolgimento della propria attività lavorativa. Inoltre non sono state rispettate neanche le norme più elementari che regolano il servizio di fornitura idrica, infatti l’improvvisa e non annunciata sospensione e riduzione di fornitura d’acqua alle abitazioni, per periodi di tempo oltre i limiti della normale tollerabilità, integrano gli estremi del reato di interruzione di pubblico servizio a carico dei soggetti responsabili, risultando evidente, ancora una volta, come ci si trovi dinanzi all’ennesimo episodio che testimonia come si manchi di qualunque forma di organizzazione e di programmazione e a farne le spese sono sempre gli stessi: i cittadini, ai quali non importa granché accertare se le responsabilità per definire le cause di tali continui disagi ricadano sulla Sorical o su attività gestionali di spettanza del Comune di Reggio Calabria, con il quale gli utenti hanno stipulato un contratto di somministrazione che lo impegna ad erogare a tutti gli utenti un servizio di qualità continuo, regolare e senza interruzioni. Le interruzioni del servizio potranno essere imputabili solo ad eventi di forza maggiore e/o a guasti o manutenzioni necessarie per il corretto funzionamento degli impianti e qualora si dovessero verificare dei disservizi per guasti o manutenzioni necessarie al corretto funzionamento degli impianti utilizzati, è preciso obbligo del contraente impegnarsi ad informare preventivamente gli utenti attraverso mass media manifesti e altre forme di pubblicità ritenute opportune, limitare al minimo i tempi dell’interruzione e comunque ad attivare servizi sostitutivi di emergenza. Inoltre in caso di interruzioni del servizio, il cittadino ha diritto a vedersi la restituzione o lo scorporo della quota proporzionale dei costi fissi pagati per quella giornata oltre il risarcimento dei danni patiti sia per l’inadempimento contrattuale (trattandosi di contratto di somministrazione di erogazione di acqua avente natura privatistica e pertanto soggetto alla disciplina del codice civile), sia per i disagi subiti, tranne se imputabili ad emergenze o caso fortuito. L’Unione Nazionale Consumatori Calabria chiede quindi che al di la’ dei continui proclami, i cittadini siano garantiti nei servizi essenziali, tenendo conto altresì nell’aggiungere al danno la beffa, che le pretese creditorie esose dei pagamenti delle bollette dell’acqua non sono supportate da regolari e normali misurazioni del consumo effettivo di acqua come prevede il regolamento comunale attraverso la lettura dei contatori e si basino in buona parte, unicamente su calcoli forfettari e presuntivi.