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La Commissione Europea ha deciso di portare l'Italia davanti alla Corte di Giustizia dell'Ue perché non ha messo a norma o chiuso 44 discariche di rifiuti, discariche che "rappresentano un serio rischio per la salute umana e per l'ambiente". Malgrado precedenti avvertimenti della Commissione, l'Italia "non ha adottato misure volte a mettere a norma o chiudere le discariche, come richiesto dalla direttiva in materia". 

Come gli altri Stati membri, l'Italia era obbligata, entro il 16 luglio 2009, a mettere a norma le discariche autorizzate o già operative prima del 16 luglio 2001, oppure a chiuderle. A causa dei progressi insufficienti, la Commissione aveva già inviato un parere motivato aggiuntivo nel 2015, esortando l'Italia a trattare 50 siti in modo adeguato, siti che costituivano un rischio per la salute della popolazione e per l'ambiente. 

Malgrado "alcuni progressi", le misure necessarie non sono state adottate entro maggio 2017, sicché la Commissione ha deciso di portare l'Italia in Corte di Giustizia, per velocizzare il processo. Ci sono molti modi per disfarsi dei rifiuti: seppellirli sotto terra, nelle discariche, è il metodo "meno sostenibile dal punto di vista ambientale e dovrebbe essere tenuto al minimo assoluto", nota la Commissione.