Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

«Palazzo Koch» ha pubblicato ieri una interessante indagine sul grado di informatizzazione negli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni e Asl) al settembre 2008: dai dati pubblicati emerge un buon livello di penetrazione delle nuove tecnologie, nonostante la scarsa incidenza degli investimenti in tale settore.
Si riduce, inoltre, il divario fra le amministrazioni pubbliche del Sud rispetto alle resto d'Italia, si veda la tabella in pagina, anche se permangono tuttora sensibili differenze tra le regioni a maggiore livello di informatizzazione e quelle più arretrate.
La parte più interessante del documento, però, è quella relativa al rapporto con i cittadini e le imprese: la quasi totalità degli enti territoriali italiani dispone di un proprio sito internet, ma questo si limita a fornire informazioni. È necessario, invece, che la pubblica amministrazione realizzi veri e propri portali in grado di consentire l'avvio, la gestione e la conclusione on-line dell'intero procedimento amministrativo: si chiede, nella sostanza, il passaggio al Web 2.0 nell'interazione con l'utente. I maggiori ostacoli su tale percorso sono legati, oltre alla citata necessità di ripensare l'organizzazione del lavoro e dei processi, alla carenza di personale con adeguata formazione (in modo particolare nel Sud dell'Italia) e al vincolo di bilancio.
Ancora indietro, invece, sul piano dei mezzi di pagamento. Limitato, infatti, l'utilizzo di strumenti quali carte di credito, debito e prepagate. Solo sei regioni, nessuna del Meridione, e il 29% dei Comuni consentono l'impiego di internet per il pagamento dei servizi resi; minore grado di diffusione per Province e Aziende sanitarie locali.
Scarso successo infine, ma va considerato che i dati rilevati si riferiscono al settembre 2008, per la tanto attesa fatturazione elettronica. Nonostante le indicazioni contenute nella Finanziaria 2008 solo una Regione, il 5% delle Province, il 6 % dei Comuni e il 9% delle Asl la utilizzano davvero nei rapporti con i propri fornitori. I dati migliorano di poco considerando gli enti che ne hanno previsto l'implementazione: la maggioranza, però, sembra dimostrare un atteggiamento refrattario verso l'importante novità.