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Le famiglie italiane si ''indebitano'' di meno. Nel mese di giugno la domanda di nuovi prestiti da parte delle famiglie italiane cala infatti del 3%, a parita' di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Entrambe le componenti, credito finalizzato e non finalizzato, hanno tuttavia contribuito a ridurre la flessione (-7%) registrata a maggio.
L'analisi, resa possibile dall'esaustivita' del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a 70 milioni di linee di credito (cioe' la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail), mostra che il trend complessivo del primo semestre del 2009 evidenzia un andamento della domanda di prestiti in segno negativo (-6%) rispetto al medesimo periodo del 2008 e il picco negativo dell'ultimo biennio. Se infatti il confronto tra i primi 6 mesi del 2008 e il pari periodo del 2007 evidenziava ancora una tenuta, con una crescita zero (0%), la differenza appare molto piu' significativa se si risale al confronto 2007 su 2006, che aveva segnato un +15%.
''Se da un lato persiste un atteggiamento prudenziale da parte delle famiglie italiane - commenta Enrico Lodi, General Manager Credit Bureau Services di CRIF - che preferiscono rinviare i propri acquisti e le correlate richieste di finanziamento, dall'altro va segnalato come il dato di giugno, pur rimanendo negativo, rappresenti il miglior valore, ad eccezione dello scorso mese di marzo, da un anno a questa parte''.
Approfondendo l'analisi dell'andamento della domanda di prestiti al primo semestre 2009 relativamente alle classi di importo, emerge una sostanziale stabilita' rispetto al medesimo periodo del 2008, con le classi fino a 5mila euro (con una quota nei primi 6 mesi dell'anno di oltre il 41%), da 10mila a 20mila euro e da 5mila a 10mila euro (entrambe prossime a una quota del 24%), che risultano le preferite dai richiedenti prestiti.
In termini di durata, invece, la classe prevalente e' quella tra 5 e 10 anni (con una quota del 21% nel primo semestre 2009), seguita da quelle da 4 e 5 anni (18% del totale) e quella fino a 1 anno (16%).