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Chi chiede un prestito a una banca o ad una società finanziaria deve distinguere fra TAN e TAEG. Il primo è il tasso annuo nominale ed è solo un tasso di riferimento. Il secondo è il tasso annuo effettivo globale ed è quello che effettivamente conta. Quando si chiede un prestito bisogna guardare il TAEG. La legge n. 262/2005 ha stabilito che per le operazioni di finanziamento comunque denominate, ogni operatore finanziario o bancario deve pubblicizzare il tasso annuo effettivo globale. Prima il tasso effettivo globale doveva essere pubblicizzato soltanto per il credito al consumo, ora per tutte le operazioni di finanziamento. La legge ha aggiunto che il tasso va computato secondo le modalità stabilite dal Comitato italiano per il credito e il risparmio (CICR) e deve contenere tutti gli interessi e gli oneri a carico del consumatore. Il Dipartimento del Tesoro ha fornito alcuni esempi tipici del TAEG da utilizzare nelle offerte di credito al consumo ai consumatori, come prestiti e vendite a rate. Un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 maggio 2000 ha dato infatti attuazione a una Direttiva CE del 1998 secondo la quale per l’indicazione del tasso annuo effettivo globale (TAEG) nelle operazioni di credito al consumo deve essere utilizzato un esempio tipico solo se non sia possibile avvalersi di altre modalità. L’esempio tipico dovrà essere usato anche negli annunci pubblicitari riguardanti il credito al consumo. Ecco uno degli esempi fatti dal Dipartimento del Tesoro.

CALCOLO DEL TAEG SULLA BASE DEL CALENDARIO

[1 anno=365 giorni (o 366 per gli anni bisestili)]

Il credito è S=1000 euro

Esso è rimborsato con una sola rata di 1200 euro pagata il 1° luglio dell’anno dopo, ossia 1 anno e ½ o 546 giorni (365+181) dopo la data del prestito.

1.200
L’equazione diventa: 1000= ---------------

(l+i) 546/365

ossia:
(l+i) 546/365= 1,2

l+i= 1,1296204

i= 0,1296204

Questo importo è arrotondato al 12,96% (TAEG).

Il calcolo può sembrare ostico, ma è così. In ogni caso, il prestito conviene chiederlo in banca. Non è un’opinione, è matematica. Ogni tre mesi, il Dipartimento del Tesoro rileva i TAEG medi praticati da banche e società finanziarie per tutte le operazioni, tra cui, appunto, i prestiti. I TAEG delle banche sono sempre più bassi di quelli delle società finanziarie (vedere tabella) e servono per vedere se vengono praticati tassi usurari, che sono quelli superiori del 50% a quelli medi. Fra l’altro, va ricordato che il maggiore responsabile dell’usura è il “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”, ovvero il decreto legislativo n. 385/1993. Contiene una disposizione che obbliga le banche e le società finanziarie a comunicare a un cervellone centrale i nomi dei cattivi pagatori. Tra questi rientrano tutti coloro che, dopo aver ottenuto un prestito, non hanno pagato qualche rata o l’hanno pagata con ritardo. Finiscono così sulla lavagna dei “cattivi” e quando hanno bisogno di un altro prestito gli viene negato perchè qualsiasi banca o finanziaria può collegarsi con il cervellone (ma ce ne sono anche altri) e verificare se il nome compare tra i cattivi pagatori. E’ chiaro che, poi, queste persone non hanno alternative e devono rivolgersi agli usurai, anche se per distrazione hanno semplicemente ritardato un pagamento.