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Che differenza c’è tra diritto di abitazione e diritto di usufrutto?

Il diritto di abitazione ha un contenuto più limitato rispetto al diritto di usufrutto. La casa può essere abitata dal titolare del diritto solo limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia, mentre l’usufrutto comporta l’esercizio di un ampio godimento della casa, che può anche essere locata dall’usufruttuario, il quale può anche cedere il suo diritto di usufrutto. Ne consegue che, mentre l’usufruttuario può costituire il diritto di abitazione a favore di un altro soggetto, rientrando nel potere di godimento che gli spetta, il titolare del diritto di abitazione non potrà mai costituire sul suo diritto un usufrutto, che rappresenta un diritto reale “maggiore” di quello a lui stesso spettante. Le disposizioni relative all’usufrutto si applicano al diritto di abitazione, in quanto compatibili.

Consiglio Nazionale del Notariato

Possono essere uomini o donne e presentarsi da soli o in coppia. In genere, sono eleganti, cordiali e rassicuranti. Parlano molto allo scopo di confondere. Spesso fingono di essere stati mandati da un parente o da un conoscente. Possono presentarsi presso le abitazioni, in tuta da lavoro, in uniforme e mostrare un tesserino, spacciandosi per forze dell’ordine, per impiegati di enti pubblici o privati. Oppure possono fermare il malcapitato di turno per strada offrendosi di accompagnarlo alla posta o in banca con l’unico intento di reperire informazioni utili. Questo l’identikit dei truffatori che sempre più spesso prendono di mira le persone anziane.

Addio alla plastica usa e getta entro il 2021. Stop a posate monouso, piatti, cannucce, cotton fioc e bastoncini per palloncini, tutti prodotti che saranno vietati entro quella data. E obiettivi di raccolta e di riciclo per le bottiglie in plastica. Il Consiglio europeo ha dato oggi il via libera formale alla direttiva proposta dalla Commissione europea con le restrizioni su alcuni prodotti in plastica monouso, quelli più spesso trovati abbandonati sulle spiagge.

Non di rado accade che i consumatori siano lasciati a terra dalle compagnie aeree a causa degli scioperi del personale di bordo che portano a cancellazioni di voli (e inenarrabili odissee per chi viaggia). Ecco perché agli sportelli dell’Unione nazionale Consumatori giungono spesso richieste di chiarimento su questo specifico aspetto: in caso di scioperi, il viaggiatore ha diritto al risarcimento?

Ci siamo quasi per i 300.000 piccoli risparmiatori coinvolti dal crack delle banche risolute (Banca Etruria, Banca delle Marche, Carife, Carichieti) e delle banche poste in liquidazione (Banca Popolare di Vicenza e sua controllata Banca Nuova, Veneto Banca e sua controllata Banca Apulia, Banca Padovana, BCC di Pelaco, BCC Etrusca Salernitana, BCC di Frascati, Banca Popolare delle Province Calabre, BCC Banca Brutia, BCC di Altavilla e Credito cooperativo Interprovinciale Veneto): finalmente il Ministero dell’Economia ha redatto il decreto attuativo che indica le modalità di rimborso.

La pratica del riuso sta infatti prendendo sempre più piede all’interno della nostra società, quale risposta concreta alla necessità di far fronte all’impatto che i nostri consumi hanno sull’ambiente che ci circonda.Una tendenza confermata dalla quinta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da Doxa per Subito, piattaforma per vendere e comprare, che ha evidenziato come il valore generato dalla compravendita dell’usato sia sempre più rilevante: 23 miliardi di euro, pari all’1,3% del PIL italiano, in costante aumento negli anni grazie soprattutto all’online, che pesa 9,8 miliardi di euro, ovvero il 43% del totale.

In una società digitale sempre più iperconnessa, è difficile frenare l’avanzare veloce delle nuove tecnologie soprattutto quando si è in presenza dei nativi digitali. L’uso smodato e poco consapevole di smartphone e tablet è però fenomeno comune ai piccoli come ai grandi, che spesso e volentieri sono i primi a non dare il “buon esempio”. E così capita che l’uso incontrollato dello smartphone da parte dei genitori venga imitato dai più piccoli già dai primi anni di vita – a uno o due anni – o che lo stesso sia utilizzato per calmare, addormentare o distrarre il bambino. Senza pensare troppo alle conseguenze e ai rischi per la salute psicofisica di un utilizzo precoce dei dispositivi digitali che potrebbero derivarne.