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«Il Made in Italy, con le sue eccellenze del territorio, è sempre più presente nelle abitudini di spesa degli italiani, al punto che più di uno su tre (41%) ama acquistare generi agroalimentari direttamente dal produttore locale: frutta, verdura, vino, formaggi, scelti perché garanzia di qualità, cura dei prodotti e, molte volte, in virtù di un rapporto di fiducia con il produttore stesso». Lo evidenzia l’Osservatorio Reale Mutua dedicato all’agricoltura e alle nuove abitudini di acquisto degli italiani.

Come è cambiato il gioco d’azzardo durante il lockdown, con la chiusura dei luoghi fisici di gioco e la sospensione di estrazioni e scommesse? La ricerca del CNR

Elena Leoparco

Le stime epidemiologiche sul gioco d’azzardo in Italia indicano che gioca per soldi metà della popolazione adulta, mentre le quote di gioco problematico hanno visto un aumento negli ultimi anni nella popolazione 15-74 anni e in particolare tra i giovani adulti. Ma cosa è cambiato durante il lockdown, con la chiusura dei luoghi fisici di gioco e la sospensione di estrazioni e scommesse?

Gli esercizi della ristorazione faticano a ripartire e la spesa alimentare continua a calare anche dopo le riaperture della Fase 3

Elena Leoparco

La spesa alimentare degli italiani cala complessivamente di 12 miliardi di euro dall’inizio della pandemia. Ad influire è stato soprattutto il crollo dei pasti fuori casa che non è stato compensato dall’aumento di quelli domestici. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti a quattro mesi dalla prima zona rossa d’Italia.

La difficile ripresa nella Fase 3

L’Enac sta avviando istruttorie per sanzionare alcune compagnie aeree per il mancato rispetto del regolamento europeo di tutela dei passeggeri, perchè “in caso di cancellazioni di voli per cause non riconducibili all’emergenza coronavirus è previsto il rimborso del biglietto e non l’erogazione di un voucher”.

Nonostante un richiamo il 18 giugno, afferma l’Ente nazionale per l’aviazione civile, “dai primi riscontri sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli adducendo come causale l’emergenza Covid-19 e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher”.

Annamaria Villafrate 

Secondo la Cassazione c'è abuso o uso improprio del permesso previsto dall'art. 33 co. 3 della legge 104/1992 solo se manca il nesso tra assenza dal lavoro e assistenza al disabile

Fruizione abusiva permessi legge 104

La Cassazione con la sentenza n. 12032/2020 (sotto allegata) interviene sulla questione dei permessi previsti dall'art. 33 co. 3 della 104/1992 per assistere il familiare disabile e riafferma il principio secondo cui il lavoratore può essere accusato di abuso o uso improprio di questo permesso solo in assenza del nesso di causa tra assenza dal lavoro e assistenza alla persona bisognosa.

Nel confronto annuo l’indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) segnala un calo del 29,4% che conferma grandi difficoltà di ripresa dopo il lockdown

Elena Leoparco

Consumi ancora in forte calo. A maggio, nonostante l’allentamento delle misure per il contenimento della pandemia e la graduale ripresa delle attività con la fase due, la domanda delle famiglie ha stentato a trovare la strada del recupero.

Nel confronto annuo l’indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) segnala un calo del 29,4%, un dato meno negativo se confrontato con il -47% di aprile ma che conferma “grandi difficoltà” soprattutto per i servizi legati alla fruizione del tempo libero.

L’Enac richiama le compagnie aeree al rispetto del Regolamento di tutela dei passeggeri. Per i voli cancellati per motivazioni non Covid la normativa prevede il rimborso del biglietto e non l’erogazione di un voucher

Sabrina Bergamini

Non voucher ma rimborsi se la compagnia aerea cancella un volo per cause non legate all’epidemia da coronavirus. È quanto ha ribadito l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, che ha richiamato i vettori al rispetto del Regolamento comunitario sulla tutela dei passeggeri.

In caso di cancellazione di voli per cause che non sono riconducibili al Covid le norme prevedono il rimborso del biglietto e non l’erogazione di un voucher al passeggero.

Voli cancellati, ma il motivo non sembra il Covid

Dal 3 giugno sono state infatti rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone all’interno del territorio nazionale e nell’area europea, Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord. I voli cancellati dai vettori quindi, salvo caso specifici, sono scelte attribuibili alla volontà della compagnia aerea e su queste si applica il Regolamento europeo di tutela dei passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa.

L’Enac l’ha ribadito in una nota, perché ha ricevuto numerose segnalazioni relative a cancellazioni di voli. Una denuncia rimbalzata nelle cronache. Secondo alcune segnalazioni a mezzo stampa, sembra infatti che alcune compagnie aeree abbiano cancellato dei voli prenotati per luglio e agosto non durante il lockdown ma nelle ultime settimane, offrendo in cambio voucher per voli futuri. E che le cancellazioni avvengano anche per voli messi in vendita da poco.

La tempistica insomma non convince i consumatori, che rischiano di ritrovarsi con voucher non immediatamente spendibili, con differenze di tariffe consistenti e con voli cancellati con motivazioni che non hanno direttamente a che fare con focolai Covid.

L’Enac: si applica il Regolamento europeo di tutela dei passeggeri

L’Enac dunque è intervenuto ribadendo la normativa di riferimento.

«Dato che a partire dal 3 giugno u.s. sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale e nell’area europea, Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni operate da tale data non sembrano possano essere ricondotte, salvo casi specifici, a cause determinate dal Covid-19 (come da art. 88 bis della L. 24 aprile 2020, n. 27), ma a scelte imprenditoriali», spiega in una nota.

«Pertanto, ferma restando la facoltà per i vettori di cancellare i voli programmati, la normativa applicabile è il Regolamento Comunitario n. 261 del 2004, che prevede, per le cancellazioni, l’informativa al passeggero, la riprotezione, il rimborso del prezzo del biglietto (non la corresponsione del voucher) e la compensazione, ove dovuta».

Le stesse regole valgono se a rinunciare al volo è il passeggero, salvo impedimenti legati a situazioni Covid. L’Enac continuerà a monitorare la situazione e promette di intervenire con procedimenti sanzionatori in casi di violazioni.

La reazione dei Consumatori

Rimborso del biglietto e non erogazione del voucher, perché la normativa non è applicabile. Per il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona «è evidente che tutta la legislazione d’urgenza introdotta dal Governo con il Cura Italia è venuta meno, visto che ora è superata la fase del lockdown e dell’emergenza Covid, che fungevano da presupposto giuridico per la deroga alla normativa europea. Insomma, aver introdotto i voucher al posto del corrispettivo in denaro, sia per i voli aerei che per i pacchetti turistici, è illegittimo, sia perché in contrasto, rispettivamente, con il Regolamento (CE) n. 261/2004 e la Direttiva (UE) 2015/2302, come evidenziato sia dall’Antitrust che dalla Commissione Ue, sia perché ora è finita la fase emergenziale, visto che dal 3 giugno sono regolarmente ripresi tutti i voli all’interno dell’Unione Europea».

Il Codacons promette un esposto all’Antitrust perché il comportamento delle compagnie aeree – vendere biglietti e cancellare i voli per Covid, riconoscendo un voucher e non il rimborso del biglietto – si configura come «una prassi che garantirebbe liquidità ai vettori aerei danneggiando ingiustamente i consumatori». Per l’associazione è una pratica commerciale scorretta.