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“A chi devo rivolgermi se il prodotto acquistato online presenta qualche difetto?” E’ questa una delle domande più frequenti che arrivano allo sportello E-commerce della nostra Unione Nazionale Consumatori, considerato il numero sempre crescente di consumatori che acquistano su internet svariati prodotti.  

La prima cosa da ricordare è che online abbiamo sempre il diritto a cambiare idea, ciò significa che una volta arrivato il prodotto acquistato, se non è esattamente come immaginavamo (o anche se semplicemente abbiamo cambiato idea), abbiamo 14 giorni di tempo per restituirlo. 

Ma cosa fare se il prodotto acquistato online è difettoso?

"Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 giugno 2020, al fine di assicurare l’adozione delle misure di prevenzione della diffusione del virus Covid 19a tutela dei lavoratori del servizio postale e dei destinatari degli invii postali, per lo svolgimento del servizio postale relativo agli invii raccomandati, agli invii assicurati e alla distribuzione dei pacchi nonché per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta gli operatori postali procedono alla consegna dei suddetti invii e pacchi mediante preventivo accertamento della presenza del destinatario o di persona abilitata al ritiro, senza raccoglierne la firma con successiva immissione dell’invio nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda, al piano o in altro luogo, presso il medesimo indirizzo, indicato contestualmente dal destinatario o dalla persona abilitata al ritiro". E' quanto prevede il decreto legge recante misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. La firma, si legge, "è apposta dall’operatore postale sui documenti di consegna in cui è attestata anche la suddetta modalità di recapito".

L'annuncio del ministro del lavoro, Nunzia Catalfo, sulle misure per far fronte all'emergenza coronavirus. Pagamenti pensioni anticipati

Saranno pagate in anticipo le pensioni di marzo. Lo ha annunciato il ministro del lavoro, Nunzia Catalfo a Tagadà su La7.

"Insieme a Poste e ad Inps, stiamo anticipando al 26 marzo il pagamento delle pensioni, scaglionandolo fino al primo aprile per evitare affollamento all'interno degli uffici postali e garantire l'incolumità" ha confermato la Catalfo in merito alle misure per far fronte all'emergenza coronavirus.

L’Autorità ha deciso che i consumatori con bonus in scadenza tra l’1 marzo e il 30 aprile 2020, potranno rinnovare la domanda entro i 60 giorni successivi al termine di questo periodo

Francesca Marras

Dato il momento di emergenza sanitaria, i consumatori avranno più tempo per poter richiedere il rinnovo dei bonus sociali nazionali (elettrico, gas e idrico) e contestuale garanzia della loro continuità. È quanto stabilito da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente) a favore dei cittadini che potrebbero avere difficoltà logistiche a presentare la domanda di rinnovo dei bonus nei termini precedentemente previsti.

Bonus, le nuove scadenze

L’Autorità ha deciso infatti che i consumatori cui il bonus è in scadenza nel periodo 1 marzo-30 aprile 2020, potranno rinnovare la domanda per l’erogazione entro i 60 giorni successivi al termine di questo periodo.

Verrà quindi garantita – dopo le consuete verifiche sulle condizioni di accesso – la continuità degli stessi, con validità retroattiva a partire dalla data di scadenza originaria. Il rinnovo ha la consueta durata di 12 mesi, come previsto dalle norme attuali.

Sospesi i flussi delle comunicazioni

Inoltre, sempre nell’ottica di non attivare inutilmente i consumatori, nel medesimo periodo ARERA ha sospeso le comunicazioni sulla necessità di rinnovo della domanda di bonus, sull’ammissibilità o meno al regime di compensazione, sull’emissione dei bonifici domiciliati agli utenti indiretti e sull’accettazione o meno delle domande di remissione dei bonifici non riscossi.

L’Autorità comunica che il periodo di validità delle previsioni potrà essere aggiornato in conformità ai possibili futuri provvedimenti normativi in materia di emergenza COVID-19.

Il sito di Poste Italiane è costantemente aggiornato con le comunicazioni e con le variazioni delle modalità di erogazione di tutti i servizi

Elena Leoparco

Per contribuire alle misure di contenimento del virus COVID-19, Poste Italiane mette in atto una serie di iniziative in linea con le disposizioni adottate dalle istituzioni, sia per tutelare i consumatori nelle iniziative in corso.

Il sito www.poste.it è costantemente aggiornato, con le comunicazioni sulla operatività degli Uffici Postali, dei Centri di Accettazione grandi Clienti, e con le variazioni delle modalità di erogazione di tutti i servizi (in particolare il recapito degli invii a firma, raccomandate, assicurate e notifiche a mezzo posta, termini di giacenza ecc.).

Tutti noi siamo alla ricerca d’informazioni sulla possibilità di difenderci in modo adeguato dal pericolo del Covid-19. I media e il web sono prodighi d’informazioni riguardanti anche su quali e quanti alimenti assumere. Sono suggerite diete per  prevenire e combattere la possibile malattia e i rimedi  proposti sono alle volte strampalati. Una per tutte è la proposta degli enologi italiani di bere vino sia perché ricco di antiossidanti, sia perché sarebbe in grado di “sterilizzare” il cavo orale e la faringe.

Un rimedio sul quale quasi tutti convengono è l’assunzione della Vitamina C o Acido Ascorbico (AA).

Cerchiamo di capire il perché.

Tra le tante difficoltà di questo periodo in emergenza Covid-19 certamente quelle sanitarie stanno (giustamente) monopolizzando l’attenzione. La prima battaglia da vincere è quella contro la diffusione del virus e per questo siamo tutti chiamati al rispetto rigoroso delle prescrizioni volte a contenere il contagio.

Tuttavia si attendevano in questi giorni anche le misure economiche del Governo a sostegno delle imprese e dei consumatori: il provvedimento era atteso da giorni e, di rinvio in rinvio, è stato finalmente annunciato soltanto nella giornata del 16 marzo scorso.

Da tempo con l’Unione Nazionale Consumatori reclamavamo misure per sostenere le famiglie duramente colpite dal blocco della nostra economia: raccogliendo quotidianamente la voce dei cittadini ai nostri sportelli, avevamo sollecitato il Governo a realizzare interventi sui mutui, sui finanziamenti privati, sulle bollette energetiche e telefoniche, sugli affitti, ma anche a semplificare la burocrazia delle scadenze e dei contenziosi che non possono diventare un ulteriore problema in questo periodo già così complesso.