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Dopo la preferenza per l’acquisto di persona, uno dei motivi che rappresenta una barriera per l’e-commerce è la preoccupazione per la sicurezza dei pagamenti online e per la privacy

Sabrina Bergamini

Cosa frena i consumatori europei dallo shopping online? Dopo la preferenza per l’acquisto di persona, direttamente in negozio o faccia a faccia col venditore, uno dei motivi che inquieta i consumatori e diventa dunque una barriera per l’e-commerce è la preoccupazione per la sicurezza dei pagamenti online o per problemi di privacy. Che nel 2019 ha impedito al 6% dei cittadini europei di età compresa fra 16 e 74 anni di acquistare online, un punto percentuale in meno rispetto al 7% del 2017 e cinque punti in meno rispetto all’11% del 2019.

E’ di qualche giorno fa la notizia che l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha sospeso dallo svolgere attività alcuni siti che effettuavano vendita on line di apparecchiature elettroniche utilizzando la modalità del buy and share. I siti in questione sono sharazon.it, smart-shopping.it e gemshop.it. Un provvedimento cautelare è stato inoltre adottato dall’Autorità nei confronti della società Teknoacquisti S.r.l., attiva nella vendita online di prodotti di telefonia mobile attraverso il sito teknoacquisti.com. 

Purtroppo non sono casi isolati e spesso i consumatori denunciano siti che svolgono attività del genere. Cerchiamo di capire meglio di casa si tratta. 

Vendite piramidali, cosa sono?

Il consumatore si muove fra e-commerce e negozio fisico. È sempre più esigente e informato, ricerca online e compra al punto vendita. Il marketing cerca di conquistarlo attraverso modelli predittivi, personalizzazione, attenzione alla sostenibilità

Sabrina Bergamini

Il consumatore si muove a cavallo fra e-commerce e negozio fisico. Ha mille volti e mille comportamenti di acquisto. Anche quando va in negozio, spesso, sempre più spesso, fa prima una ricerca online per cercare informazioni sul prodotto e valutarne qualità e prezzo. Il marketing deve quindi cercare di conquistarsi l’attenzione di questo consumatore attraverso strategie sempre più accorte, che uniscono personalizzazione, identità digitale, vicinanza della marca al territorio, attenzione e promozione della sostenibilità. Tante dimensioni che hanno l’obiettivo di portare nuovi clienti in negozio e dunque aumentare le vendite.

SosTariffe.it ha pubblicato uno studio sull’andamento dei costi dei conti correnti. Ci sono rincari del 29% in media sui conti online e del 27% su quelli tradizionali. Salgono soprattutto i canoni, i costi delle carte di debito e l’operatività allo sportello

Sabrina Bergamini

Col nuovo anno i costi dei conti correnti segnano una sfilza di rincari. In media i conti correnti online aumentano del 29% rispetto al 2019. Incidono soprattutto l’aumento del canone annuo, dei bonifici e dei prelievi allo sportello. I prodotti delle banche tradizionali segnano un rincaro medio del 27%.

Ci sono poi alcune operazioni che davvero “fanno il botto” e non è una buona notizia per i clienti: più 467% per il canone annuo della carta di debito in una banca tradizionale, da 0,75 euro del 2019 a 4,25 euro di gennaio 2020. Più 187% per il canone annuo di una banca online, che passa da 9,33 euro di gennaio 2019 a 26,82 euro di gennaio 2020. Dipende poi molto dal profilo di consumatore.

Banche rappresentative dell’83% del totale attivo del settore hanno già intrapreso azioni in merito all’accessibilità dei servizi

Elena Leoparco

Si rafforzano le iniziative delle banche per favorire l’accessibilità in banca, un impegno che va di pari passo con l’innovazione dei servizi finanziari e dei sistemi di pagamento

Nell’ambito delle attività indirizzate alla crescita sostenibile e inclusiva, un dato interessante è, infatti, quello che riguarda la pianificazione e lo sviluppo di interventi per favorire l’accessibilità alle strutture bancarie per le persone con limitazioni funzionali. Banche rappresentative dell’83% del totale attivo del settore hanno già intrapreso azioni in merito, percentuale che salirà all’86% entro il 2021 se si considerano le realtà che hanno pianificato la loro realizzazione.

Dopo tre anni di aumento degli acquisti di frutta e verdura si è verificato un calo che ha fatto scendere il consumo individuale sotto la soglia minima

Elena Leoparco

Meno frutta e verdura nel carrello della spesa degli italiani nel 2019: consumi scendono a circa a 8,5 miliardi di chili, in diminuzione del 3% rispetto all’anno precedente, con effetti sulla salute e sulla qualità della vita.

È quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base dei dati Cso in occasione del Vitamina Day organizzato lo scorso weekend.

Secondo un’indagine di Facile.it circa 210 mila famiglie negli ultimi tre anni hanno chiesto un prestito per l’arrivo di un figlio. Servono quasi 7 mila euro dalla gravidanza al primo anno. Si continua poi col nido privato. L’aiuto arriva spesso dai nonni

Sabrina Bergamini

Arriva il bebè, arriva il soccorso dei nonni. L’aiuto economico dei nonni puntella il bilancio familiare della famiglia che si sta formando già durante la gravidanza, perché per oltre la metà dei genitori è necessario un sostegno in più per fronteggiare le spese ordinarie legate a visite, analisi e preparativi del corredo. E continua durante i primi anni di vita, quando ci si deve destreggiare fra pappe, pannolini, vestitini e passeggini. Si tratta di migliaia di euro. Quanti?