Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Coronavirus e bollette, ecco cosa fare per aiutare le famiglie

Mauro Zanini

La crescente situazione emergenziale dovuta al nuovo Coronavirus sta interessando tutte le attività economiche in Italia (e nel mondo), con gravissime ripercussioni sulla economia e sulle condizioni socio economiche di milioni di famiglie italiane  con una riduzione del PIL che, stante i primi segnali, potrebbe avvicinarsi ai livelli della crisi del 15 settembre 2008, con la recessione finanziaria e poi economica a seguito del crollo  della Lehman Brothers.

La brusca frenata della economia, che si è intravista già a fine febbraio, si  sta riverberando su tutte le attività economiche e dunque anche sui consumi di energia, acqua e rifiuti.

In questi giorni di quarantena forzata nelle nostre case a causa del coronavirus una cosa è certa: i nostri consumi di acqua, luce e gas aumenteranno e, molto probabilmente, le prossime fatture che conteggeranno i consumi di questo periodo saranno, di conseguenza, più “pesanti”.

Fortunatamente qualcosa è stato fatto, non tutto quello che avevamo chiesto come, ad esempio l’estensione immediata dei bonus sociali a chiunque perde il posto di lavoro, la sospensione della tariffa bioraria nel Servizio di Maggior Tutela e applicazione, anche nelle ore di punta, della tariffa della fascia più bassa (F3), visto che, essendo gli italiani costretti a restare a casa, saliranno i consumi diurni e la riduzione dell’IVA sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali.

Lo smartworking, prima del Coronavirus riguardava solo 570mila persone, il 2% dei dipendenti. Ad oggi il numero è raddoppiato e continua a credere

 25 Marzo 2020 Elena Leoparco

Uno degli ultimi aggiornamenti del Decreto #Iorestoacasa ha di fatto reso obbligatorio, làddove possibile, lo smartworking, ovvero il lavoro da casa, allo scopo di contenere il più possibile il contagio da Coronavirus.

Quello che stiamo constatando a più livelli è il fatto che l’epidemia rappresenta, e rappresenterà nel prossimo futuro un vero e proprio spartiacque tra quello che era la nostra vita e le nostre abitudini AnteCoronavirus e DopoCoronavirus. Una sorta di nuovo AC/DC anche per il mondo del lavoro.

Con l’emergenza Coronavirus, la mia palestra mi ha proposto di “congelare” il mio abbonamento annuale (ad ingresso libero) dicendomi che potrò riprenderlo quando l’emergenza sarà finita. Ma io non so né quando passerà l’emergenza, né se avrò ancora intenzione di andare in palestra. Sono costretto ad accettare il congelamento o posso richiedere un rimborso almeno parziale del mio abbonamento?

 In questi giorni ai nostri sportelli stiamo ricevendo diverse segnalazioni da parte di consumatori che si lamentano di come alcuni operatori stiano loro proponendo di “congelare” gli abbonamenti per poi riprenderli a emergenza finita. Chiariamo subito che questa è un’opzione che il consumatore è libero di accettare o meno, visto che, proprio come in questo caso, non è detto che abbia interesse a prolungare la frequentazione della palestra (anche per il rischio della chiusura definitiva del centro).

Avendo sottoscritto un abbonamento annuale, ha quindi diritto al rimborso della quota parte di abbonamento del quale non può usufruire.

Diversamente, se il contratto prevedesse un numero prestabilito di ingressi senza scadenze temporali, allora è ragionevole ritenere che l’utente possa usare il suo diritto di accesso quando sarà finita l’emergenza.

Autore: Massimiliano Dona

Tra i diritti di successione del coniuge, è incluso anche il TFR?

Per trattamento di fine rapporto (TFR), chiamato comunemente anche liquidazione o buonuscita, si intende una porzione della retribuzione del lavoratore subordinato versata dal datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto. È una caratteristica propria del lavoro subordinato ed è presente sia nell’ambito privato (art. 2122 c.c.), sia in quello pubblico (D.P.R. 1032/1973). Nell’ipotesi in cui il coniuge manchi dopo l’entrata in pensione e quindi dopo la riscossione del TFR, ovvero dopo aver maturato il diritto a riscuoterlo, le somme confluite a questo titolo nel suo patrimonio si trasmettono agli eredi secondo le norme che regolano la successione. Nel caso in cui, invece, l’interruzione del rapporto di lavoro dipenda dalla morte del lavoratore, il TFR è escluso dalla successione e il coniuge superstite è il primo soggetto cui spetta il diritto di percepire il TFR .

Consiglio Nazionale del Notariato

Cosa fare se si ritiene  scorretta una pubblicità? Molti consumatori rivolgono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori questa domanda; ne parliamo con Vincenzo Guggino, Segretario generale dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria- IAP che “da oltre 50 anni fissa i parametri per una comunicazione commerciale ‘onesta, veritiera e corretta’ a tutela dei consumatori e della leale concorrenza tra le imprese. Lo fa con un Codice di Autodisciplina a cui aderiscono i principali operatori del settore.”

IO RESTO A CASA è il nome scelto per il primo decreto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dello scorso 10 marzo con il quale sono stati vietati gli spostamenti ai cittadini se non per questioni di comprovata necessità. #iorestoacasa è diventato anche un hashtag utilizzato su tutti i social per raccontare le diverse attività casalinghe.

Tra foto di dolci, tutorial di cucina e corse alla spesa sembrerebbe che gli italiani si siano buttati sul cibo; non male se ciò significa tornare a tradizioni abbandonate che avevano lasciato il posto a cene fuori e delivery a tutte le ore, ma c’è il rischio che alla fine della quarantena oltre a tutti i problemi si debbano mettere in contro tra i 4 e gli 8 chili sulla bilancia!

Eppure c’è chi è subito corso ai ripari e, utilizzando i social come cartina di tornasole di questa quarantena, scopriamo che molti italiani stanno scoprendo lo sport in casa (qualcuno ha scoperto anche la passione per il jogging pur non avendolo mai praticato, ma quella è un’altra storia!).  Ecco quindi che tra un muffin, una crostata e una pasta al forno compaiono foto di sportivi (o aspiranti tali) che dedicano mezzora o più per mantenersi in forma.

Qualcuno lo fa in solitaria, utilizzando come attrezzi quello che trova a casa (le bottiglie dell’acqua vanno per la maggiore), altri rispolverano vecchie reminiscenze di ginnastica, molti si concedono l’unica attività sociale permessa e quindi seguono sul web tutorial o dirette social con allenamenti di vario tipo. Ne abbiamo davvero per tutti io gusti: corpo libero, prepugilistica, yoga, gyrotonic e varie ed eventuali: quel che conta è muoversi, ma anche, diciamolo, darsi un appuntamento giornaliero anche solo con se stessi.

Oltre alla componente fisica c’è infatti un importante aspetto psicologico da non sottovalutare: “allenarsi a casa -spiega la psicoterapeuta Eleonora Iacobelli presidente Eurodap-responsabile BioEquilibrium– è un modo estremamente adattivo di non perdere la forma fisica faticosamente ottenuta con mesi di palestra o ancora da raggiungere. Ci permette di occupare del tempo in maniera utile e funzionale per il fisico, ma anche per la mente. L’attività fisica, infatti, stimola la produzione di endorfine, le quali sono implicate nella stabilizzazione e nel mantenimento del tono dell’umore; cosa che, soprattutto in questo momento è di fondamentale importanza. La situazione di quarantena, infatti, nella maggior parte degli italiani genera una sensazione di oppressione e frustrazione che lo sport ed il movimento in generale posso aiutare ad alleviare.”

Ne sono convinti anche Giovanni e Cristian Ingargiola, padre e figlio, che insieme all’altro figlio Fabio Inka da più di 10 anni allenano i volenterosi nelle piazze d’Italia con Impacto Training; Lo slogan è My gym is Everywhere. La mia ginnastica è ovunque: e adesso non può che essere a casa!

Impacto training di solito fa allenamenti all’aperto raggruppando centinaia di persone: vien da sé che in questo momento radunarsi nei parchi è impossibile quindi Impacto arriva nelle case con i suoi allenamenti funzionali per tutta la famiglia.

Era stato Fabio Inka, fondatore di Impacto a spiegarci in un’intervista che cos’è l’allenamento ad alta intensità: accelera il metabolismo e consente di consumare grassi e calorie anche nelle 48 ore successive; in questi mesi Fabio è in California dove lavora al secondo libro di esercizi di Impacto Training; sono Cristian e Mister Jo (come viene chiamato papà Giovanni), insieme agli altri trainer Impacto, a continuare con gli allenamenti e nelle ultime settimane ad organizzare due dirette social al giorno che raccolgono migliaia persone.

“In realtà raggiungiamo un pubblico molto più vasto -spiega Cristian- perché a connettersi sono famiglie intere quindi dietro ad un utente collegato ci sono marito e moglie, genitori con i bambini, mamme e figlie, persino cani e gatti: tutti nel salotto di casa con tappetino e una bottiglia d’acqua pronti a sudare con noi!”

Ma perché una diretta e non dei semplici tutorial come già Impacto training fa da anni?

“E il nostro modo di restituire a chi ci segue la fiducia accordata in questi anni -rivela Cristian- è un momento di smarrimento per tutti e abbiamo pensato che era giusto dare il nostro contributo al benessere delle persone offrendo quello che sappiamo fare: l’allenamento”

Durante le lezioni virtuali, l’interazione non manca: è possibile fare delle domande sugli esercizi ai trainer e le varie fasi sono spiegate meticolosamente per permettere a tutti di seguire la lezione: “anche nelle nostre lezioni dal vivo, il pubblico è eterogeneo sia per età che per grado di allenamento: quel che conta è che ognuno segua i suoi ritmi. Anche da casa perseguiamo la stessa filosofia e per ogni esercizio c’è sempre la versione facilitata di Mister Jo (70 anni e non sentirli!)”

L’allenamento dunque non è riservato solo ai più sportivi, ma an che a chi vuole fare  semplicemente un po’ di movimento in compagnia “virtuale”: basta iscriversi al canale Youtube e alla pagina Facebook di Impacto Training e collegarsi all’ora stabilita.

E’ possibile quindi mantenersi in forma anche in quarantena?

Certo! Basta fare attività fisica costante 3/5 volte a settimana; non esagerare con i dolci e alcol (anche se in questi giorni le tentazioni sono molte) e non strafare! Se sei stato sempre fermo è inutile allenarsi due volte al giorno, si rischiano infortuni fastidiosi e nessuno risultato!”, conclude Cristian di Impacto.

Autore: Simona Volpe