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Dal 2007 ad oggi sono andati persi oltre 20mila euro di ricchezza pro-capite. E’ quanto emerge dall’Outlook Italia 2019 di Confcommercio-Censis. “La crescita perduta negli anni sembra irrecuperabile. Di fronte a questa situazione serve un progetto credibile di riforma fiscale e taglio delle tasse”, ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Nonostante gli interventi di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare, i dati raccolti dagli enti di ricerca continuano purtroppo ad essere allarmanti: secondo l’osservatorio Waste Watcher, lo spreco alimentare in Italia ha ancora un valore economico elevato, circa 16 miliardi di euro, di cui 12 miliardi relativi allo spreco in ambito domestico.

Leggendo questi dati ci si rende subito conto di quanto lo spreco alimentare dipenda in modo determinante dalle nostre abitudini di consumo: il primo e più importante intervento da fare è quindi modificare il modo in cui ci rapportiamo alla spesa.

La protezione dei dati personali è uno dei temi al centro della discussione degli ultimi anni: siamo ben disponibili a fornire dati sensibili quando si tratta di accedere ai social network ma siamo più restii a fornire i nostri dati quando in gioco ci sono le nostre condizioni di salute.

Negli ultimi anni i colossi della tecnologia hanno investito moltissimo nel settore dell’eHealth (salute digitale), da Apple a Google passando per Amazon, la spesa in questo settore è in continuo aumento, basti pensare che nel 2018 gli investimenti delle startup sanitarie hanno sfiorato i 7 miliardi di dollari.

Convivo con il mio partner nella sua casa di proprietà, dove ho anche la residenza. Posso avere qualche tutela per evitare di rimanere senza un’abitazione qualora ci lasciassimo?

La disponibilità della casa di residenza comune è un aspetto molto sentito, qualora essa sia di proprietà esclusiva di uno solo dei conviventi. Per costoro, infatti, non esiste una norma come per i coniugi (art. 143 c.c.), per la quale “dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione”, con la conseguenza che al coniuge non proprietario, tenuto all’obbligo di coabitazione, deve riconoscersi il diritto di abitare nella casa familiare di proprietà dell’altro coniuge. Il convivente, invece, non matura alcun diritto sulla casa di residenza comune se essa è di proprietà del partner, e se l’unione dovesse rompersi rischia di rimanere senza un “tetto”.

A questa situazione di debolezza del convivente non proprietario si può ovviare attribuendogli:

– un diritto di comproprietà sulla casa adibita ad uso comune;

– oppure un diritto reale di godimento (usufrutto o abitazione) sulla stessa (destinato a durare vita sua natural durante); diritto quest’ultimo che può essere riconosciuto ai conviventi congiuntamente, anche eventualmente con reciproco diritto di accrescimento (per cui alla morte del primo dei due il diritto reale dell’altro si può estendere all’intero bene).

Consiglio Nazionale del Notariato

La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato che è un reato non impedire che il proprio cane abbai troppo, disturbando i vicini. Non solo: i Giudici hanno stabilito che non serve una perizia né alcun accertamento tecnico, che confermi il superamento della soglia di normale tollerabilità del rumore molesto, ma sono sufficienti le deposizioni dei testimoni, in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti.

La MiFID 2 (Markets in Financial Instruments Directive), direttiva europea per i servizi e i mercati finanziari è, in parole più semplici, la disciplina europea a tutela del risparmiatore che impone agli investitori istituzionali (banche, società di intermediazione e altre istituzioni finanziarie) una serie di obblighi in termini di trasparenza, chiarezza, comprensibilità e adeguatezza dei servizi offerti alla clientela.

di Valeria Zeppilli

I dipendenti pubblici in malattia possono essere sottoposti a delle visite domiciliari, tese a verificare il loro effettivo stato di salute.

Per tale motivo, su di essi grava un obbligo di reperibilità, ovverosia di farsi trovare a casa, che tuttavia è circoscritto a delle fasce orarie predeterminate.

Orari reperibilità dipendenti pubblici