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Dal 22 Agosto scorso è iniziato a decorre il termine di 180 gg. per presentare la domanda di indennizzo al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR). Possono accedervi i 300.000 piccoli risparmiatori coinvolti dal crack delle banche risolute (Banca Etruria, Banca delle Marche, Carife, Carichieti) e delle banche poste in liquidazione (Banca Popolare di Vicenza e sua controllata Banca Nuova, Veneto Banca e sua controllata Banca Apulia, Banca Padovana, BCC di Pelaco, BCC Etrusca Salernitana, BCC di Frascati, Banca Popolare delle Province Calabre, BCC Banca Brutia, BCC di Altavilla e Credito cooperativo Interprovinciale Veneto).

Sciopero dei benzinai su strade e autostrade il 6 e 7 novembre

Sciopero dei benzinai il 6 e 7 novembre. I distributori di carburanti saranno chiusi per sciopero su strade e autostrade.

«La categoria protesta, il Governo tace e il ministro dello Sviluppo Economico latita», denunciano in una nota Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio che confermano, per il 6 e 7 Novembre, la chiusura degli impianti – stradali e autostradali – su tutto il territorio nazionale.

«Di fronte al silenzio assordante del Governo e all’indifferenza del Ministro dello Sviluppo Economico le Organizzazioni dei gestori degli impianti stradali non hanno potuto fare altro che ricorrere alla mobilitazione generale, che culminerà con lo sciopero che avrà inizio alle ore 06.00 del giorno 6 e terminerà alle ore 06.00 del giorno 8 Novembre».

Quasi 1 milione e 100 mila studenti dai 15 ai 19 anni hanno fumato nel 2018. Quasi 100 mila hanno provato il fumo prima dei 12 anni. Diminuisce il fumo di sigarette ma cresce l’attrazione per la sigaretta elettronica

Fra gli adolescenti diminuisce il consumo di sigarette ma non quello di nicotina. I giovanissimi sono meno attratti dalle sigarette ma al crescere dell’offerta – e in questo caso l’offerta è rappresentare dalla sigaretta elettronica e da quella senza combustione – i consumi tornano a salire. Anche perché raggiungono un pubblico variegato, che per la e-cig è motivato in oltre sette casi su dieci dalla curiosità. E attenzione ai più piccoli: se nel 2018 hanno fumato quasi 1 milione e 100 mila studenti nella fascia d’età dai 15 ai 19 anni, in quasi 100 mila hanno provato il fumo prima dei 12 anni. Il consumo di sigarette & Co inizia soprattutto dall’adolescenza.

Il quadro congiunturale è caratterizzato da incertezza e il rallentamento industriale rischia di estendersi al settore dei servizi, dice l’Istat nella nota mensile sull’economia italiana. Per i Consumatori si conferma una fase di stallo e crescita ferma

Nessuna buona nuova di rilievo arriva dalla Nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia italiana. «Gli indicatori qualitativi più recenti confermano un quadro congiunturale globale caratterizzato da incertezza, con rischi di estensione del rallentamento industriale anche al settore dei servizi», scrive l’Istat nella nota relativa a ottobre. Le associazioni dei consumatori reagiscono parlando di crescita ferma e di Paese nel guado.

Si torna a parlare di orari dei negozi e chiusure domenicali dopo le ultime parole affidate a Facebook da Luigi Di Maio. Un ddl c’è ma è fermo a Montecitorio. L’UNC: giù le mani dall’apertura libera dei negozi

Sabrina Bergamini

Orari dei negozi e chiusure domenicali, altro giro altra corsa. Dopo una fase di sostanziale stallo, all’inizio della scorsa estate, l’apertura domenicale degli esercizi commerciali sembra alimentare di nuovo il dibattito per la parole scritte su Facebook dal pentastellato Luigi Di Maio. Un cavallo di battaglia dei Cinque Stelle, contrari all’apertura domenicale consentita dalle liberalizzazioni di Monti. Un disegno di legge esiste, era stato concordato con la Lega, e per ora è fermo in Commissione Attività produttive di Montecitorio.

L’UNC ha segnalato all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria e all’Antitrust alcuni video musicali in cui compaiono prodotti commerciali. E chiede una regolamentazione sull’influencer marketing

La pubblicità sta cambiando pelle, i prodotti compaiono sui social e nei video musicali senza una chiara indicazione della loro natura pubblicitaria e promozionale, e questo non va giù all’Unione Nazionale Consumatori. Che da tempo sta conducendo una battaglia nei confronti dell’influencer  marketing, o meglio della necessità di regolamentare bene questo settore e di rendere chiaramente riconoscibile al consumatore il contenuto promozionale di immagini e prodotti e delle campagne a pagamento fatte dagli influencer.

Chiunque navigando su internet si sarà imbattuto almeno una volta nell’annuncio di “occasioni d’oro” da non perdere per diventare ricchi in pochissimo tempo. Spesso in questi messaggi pubblicitari si vedono i volti sorridenti di persone “normali” – studenti universitari, lavoratori, casalinghe, pensionati – che investendo in borsa piccole cifre, in modo semplice e con pochi click, sono riuscite a portarsi a casa cifre da capogiro. Per chi non lo sapesse, l’acquisto e la vendita di titoli non funziona affatto così, e se qualcuno vi propone di mettervi alla prova con un investimento di poche decine di euro su una piattaforma di trading online, pensateci non una ma due volte prima di dire di sì. Proviamo a spiegare perché.