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Qualcuno si chiede preoccupato chi garantisce i titoli e i depositi postali in caso di insolvenza delle Poste, mentre in caso di insolvenza delle banche c’è il “Fondo interbancario di tutela dei depositi”, che copre però fino a 103.000 euro. I depositi postali sono invece garantiti per la loro interezza dalla “Cassa depositi e prestiti”, una società per azioni costituita nel 2003 in applicazione della legge n. 326/2003 e controllata per il 70% del capitale sociale dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, mentre il restante 30% è detenuto da diverse Fondazioni, soprattutto bancarie.

Acquistare sì, ma con consapevolezza. E’ questa la “regola” che non dovremmo dimenticare anche in questi giorni di avvicinamento al Natale.
L’atmosfera che si respira per le strade, le vetrine illuminate, il clima festivo: sono tutti elementi che invogliano a spendere, ma, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, è bene non abbassare la guardia. 

“Avevano tutte le ragioni per tenerlo nascosto nel cassetto, perché è evidente la mano di Confindustria”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il nuovo articolato di riforma della class-action, da oggi disponibile sul sito dell’Unione Consumatori (www.consumatori.it).
“Abbiamo deciso di divulgare il testo -prosegue l’avv. Dona- non appena ne siamo entrati in possesso, perché non è ammissibile questo assordante silenzio su un tema così importante per tutti i cittadini che sono quotidianamente offesi dalle scorrettezze delle grandi aziende”.

Un po' di sollievo per le famiglie con difficoltà economiche che hanno contratto un mutuo con Unicredit Group. La banca si impegna a sospendere il pagamento della rata, gratuitamente, per un periodo fino a un massimo di 12 mesi.

“Sarà un Natale all’insegna dell’austerità e del consumo responsabile dovuto a causa degli effetti della crisi economica che cominciano a farsi sentire pesantemente e a incidere pesantemente sulle tasche di milioni di italiani.

Nonostante le norme europee e nazionali a tutela dei consumatori, la multiproprietà e le vendite similari continuano ad essere fonte di vari raggiri.

Con le tariffe dell’acqua i comuni continuano a fare i furbi, stante l’assenza di un’Autorità dell’acqua che li faccia rigare diritti. Molti applicano ancora il “quantitativo minimo” cioè fanno pagare agli utenti una quantità minima di acqua, anche se non hanno consumato neanche un litro.