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Nel comparto del credito al consumo, il tasso di default (che misura le nuove sofferenze e i ritardi di pagamento di 6 o piu' rate) indica un peggioramento della qualita' del credito piu' marcato nella seconda parte del 2008, attestandosi al 2,6% a dicembre 2008.

Procedure piu' semplici e rapide per risolvere eventuali controversie fra clienti finali e venditori di energia elettrica e gas, per migliorare la qualita' dei servizi resi ai consumatori. E' il senso della delibera adottata dall'Autorita' per l'energia a sostegno della diffusione di procedure di conciliazione per risolvere le controversie di minore entita', rafforzando la collaborazione con le Associazioni dei consumatori.

Due manualetti di 24 e 27 pagine ciascuno, realizzati da Italian textile fashion (ITF) e dalla Camera di commercio di Firenze, spiegano ai produttori che cosa devono scrivere sull’etichetta dei prodotti tessili e spiegano altresì ai consumatori il significato dei molti simboli che si trovano sulle etichette dei prodotti tessili.

Nei primi 4 mesi del 2009 le famiglie italiane hanno speso 4,3 miliardi di euro per comprare frutta e verdura fresche (+1,83% rispetto al 2008), per un totale di 2.680.000 tonnellate di prodotti. Questo aumento di consumi, però, è solo apparente poiché è determinato da un incremento delle famiglie acquirenti che sono oltre il 99% del totale dei nuclei familiari.

Il rapporto tra famiglie e credito in Italia non presenta problemi di eccessivo indebitamento né di elevata rischiosità dei finanziamenti in essere.

Dal 1 gennaio al 31 maggio del 2009 la Guardia di finanza ha sequestrato 47 milioni di prodotti con marchi falsi o ingannevoli o di qualita' scadente per la sicurezza dei consumatori (piu' del doppio rispetto al 2008); 476 le persone arrestate nello stesso periodo perche' affiliate alle organizzazioni che gestiscono l'illecito traffico "a monte".

Enti, aziende erogatrici di servizi, agenzie delle entrate ed altri continuano a mandare ai consumatori intimazioni e avvisi di pagamento relativi a presunti pagamenti pregressi non effettuati che sono caduti in prescrizione da tempo. Ovviamente “ci provano”, perché la stragrande maggioranza dei consumatori non se ne intende di prescrizione oppure non sanno neanche che cosa sia, quindi pagano e se pagano poi non possono invocare la prescrizione.