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Nel 2009 le famiglie italiane avranno a disposizione 24 miliardi di euro in più grazie al calo delle rate dei mutui e dei costi dell'energia, ma questo potrebbe non significare una conseguente ripresa dei consumi: i consumatori sembrano infatti ancora incerti su come orientare questa maggior disponibilità di denaro.

Dopo auto ed elettrodomestici, ora e' indispensabile varare misure straordinarie anche per l'agricoltura.

Misure che favoriscono l'industria e non incentivano i consumatori all’acquisto. E' la critica dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria ''Le misure varate dal Governo, secondo il presidente regionale dell’UNC Calabria Avv. Saverio Cuoco non consentiranno alcuna ripresa reale dei consumi e gli incentivi su auto, mobili ed elettrodomestici potranno determinare un indebitamento ulteriore dei cittadini che faranno massiccio ricorso  al credito al consumo''.

Via libera definitiva dal Consiglio dei ministri al decreto legislativo che prevede norme a tutela dei viaggiatori disabili che utilizzano il mezzo aereo e la disciplina sanzionatoria da applicarsi in caso di violazione del regolamento comunitario 1107/2006 sui diritti delle persone con disabilità e a mobilità ridotta.

Stanno diventando frequenti le segnalazioni dei consumatori che comprano prodotti alimentari confezionati e prezzati dai supermercati (più che altro frutta e ortaggi) e che, per scrupolo, li ripesano riscontrando una differenza in meno anche di 50-70 grammi. In questo caso i consumatori hanno diritto al riprezzamento del prodotto, ma ovviamente si domandano se sia una prassi abituale. Può darsi, a meno che il film di plastica o altro imballaggio non sia forato in modo da far perdere umidità al prodotto interno. In questo caso è possibile un calo di peso sensibile, ma non è del tutto chiaro se ai prodotti confezionati dai supermercati, che si chiamano “preincartati”, siano applicabili le tolleranze di peso in meno previste dalle norme. Infatti, c’è un miscuglio normativo complicato e variabile secondo i prodotti.
Prodotti sfusi. Sono quelli non confezionati venduti al chilo e pesati sulla bilancia al momento dell’acquisto del consumatore. In base alla legge n. 441/1981, non è ammessa alcuna tolleranza in meno e la tara deve essere detratta impostando il relativo peso con l’apposito tasto della bilancia.
Prodotti preconfezionati. Sono quelli confezionati all’origine dallo stesso produttore e in base al decreto legislativo n. 109/1992 devono riportare in etichetta il peso netto (in certi casi anche quello “sgocciolato”). Tuttavia per questi vi sono delle tolleranze in meno variabili secondo i seguenti casi.
-         Preconfezionati CE. Si tratta di quelli con la lettera “e” accanto al peso, che sono soggetti a quantità predeterminate (gamme) e che possono circolare in tutta Europa perché il produttore ha un sistema di controllo, anche a campione, del contenuto effettivo, in modo da garantire al consumatore il peso o il volume dichiarato. Sono regolati dalla Direttiva CEE n. 211/1976, recepita in Italia con legge n. 690/1978, e contengono fino a un massimo di 10 chili o litri di prodotto, con le seguenti tolleranze in meno di peso o volume:
 
Grammi o millilitri
Tolleranze in meno
da 5 a 50
9%
da 50 a 100
4,5 g o ml
da 100 a 200
4,5%
da 200 a 300
9 g o ml
da 300 a 500
3%
da 500 a 1000
1,5 g o ml
da 1000 a 10.000
1,5%
 
Per alcuni prodotti come pomodori in scatola e altri vegetali conservati, alimenti umidi per cani e gatti, deodoranti e insetticidi aerosol, la lettera “e” comporta anche l’obbligo di indicare, oltre alla quantità netta, anche la capacità dei contenitori, che è ovviamente maggiore.
-         Preconfezionati senza “e”. Sono regolati esclusivamente dalla legge italiana (DPR n. 391/1980) e sono venduti soltanto sul territorio nazionale, ma in pratica sono soggetti alle stesse norme per quanto riguarda i controlli alla produzione, le quantità ammesse (gamme) e le tolleranze in meno di peso o volume, previste anche per quantità superiori a 10 chili o litri.
Altri prodotti. Sono quelli che possono essere confezionati in quantità (gamme) variabili e dovrebbero quindi rientrarvi i prodotti confezionati in porzioni o pezzi dai supermercati, cioè quelli chiamati “preincartati”. Per le tolleranze in meno sono soggetti ancora ad un’altra norma, che è il DPR n. 327/1980, la quale prevede i seguenti errori massimi in meno rispetto alla quantità dichiarata sulla confezione.
Peso o volume
(g o ml)
Olio d’oliva e di semi
Dolciumi (*)
Altri prodotti
1 – 250
1%
4%
3%
251 – 1000
0,75%
3%
2%
1000
0,50%
2%
1%
5000
0,25%
--
--
 
*          torroni, cioccolato alle nocciole, prodotti cavi, frutta candita e prodotti da forno lievitati.
 
La Corte di Cassazione invita i proprietari di animali domestici ad adottare particolari cautele per evitare che gli amici a quattro zampe possono arrecare danni a terzi, anche quando si trovano all'interno di un condominio.

Per effetto del contenimento dell'inflazione nel 2009 gli aumenti di spesa per l'acquisto di alimenti scenderanno di oltre un miliardo di euro che potrebbe ulteriormente aumentare con la riduzione della insostenibile forbice tra prezzi alla produzione e al consumo, per garantire redditi adeguati agli agricoltori ed acquisti convenienti ai consumatori.