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Segnali di ripresa per i consumi. A registrare il cambio di tendenza dono le rilevazioni di Experian-FootFall, secondo le quali l'affluenza ai centri commerciali e' ancora in calo (meno 1,1%) ad aprile 2009 rispetto all'anno precedente, ma comunque ''sembra essere giunta al termine l'emorragia di visite che aveva colpito i centri commerciali in inverno''.

Stando ai dati World Bank, elaborati da un indagine Censis-Eurisko per la camera di commercio di Roma, il tempo stimato per la soluzione di una disputa commerciale, misurato in termini di giorni a decorrere dall'iscrizione della causa a ruolo fino al momento della liquidazione o dell'effettivo pagamento, e' per l'Italia di 1.210 giorni.

La crisi economica che ha colpito le famiglie ha raggiunto anche il cuore delle spese, quelle indispensabili come affitto, bollette, servizi.

Sono consistentemente aumentate le intenzioni di acquisto a tre mesi, da parte degli italiani, di motoveicoli e auto usate, meno buono l'andamento di auto nuove.

Aumenta il numero di famiglie italiane e di piccole imprese che cambiano il fornitore di energia elettrica, scegliendo offerte sul mercato libero.

Un'Italia spaccata in due: risulta dalla classifica delle Regioni dove maggiore e' la presenza di persone al di sotto della soglia di poverta'.

Numerosi utenti continuano a pagare consumi presuntivi per la fornitura dell’acqua, poiché risulta difficile e macchinoso procedere alla lettura dei relativi contatori.
Accade che buona parte dei cittadini di Reggio Calabria ai quali è risultato impossibile procedere da parte dei letturisti alla lettura dei rispettivi contatori, (che ricordiamo secondo il regolamento per il servizio idrico deve avvenire regolarmente ogni quadrimestre con facoltà per l’Amministrazione di procedere ad accertamenti straordinari ove lo creda necessario), continuano a pagare tariffe collegate non al consumo reale dell’acqua utilizzata, ma sulla scorta di un calcolo presuntivo stimato sulla media storica dei consumi.
Tutto ciò incide notevolmente in maniera considerevole sulle tasche dei cittadini, in particolar modo se si considera che per effetto di una delibera del CIPE del 2001 che ha imposto una "normalizzazione" della fatturazione dell'acqua, si è provveduto all’eliminazione del cosiddetto "quantitativo minimo" contrattuale di acqua, pertanto l'utente è tenuto a pagare solo l’acqua che consuma.