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I giovani italiani sono grandi consumatori di tecnologia: il 73,4% dei bambini ha un computer, il 60,6% possiede una console portatile/videogioco, il 58,6% dispone di un telefono cellulare, il 56,3% utilizza naviga in Internet e il 56,2% ha un lettore di musica Mp3. Il 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza realizzato da Eurispes e Telefono Azzurro svela nuovi trends e conferma alcune tendenze già note sulla nuova generazione hi-tech.

Dopo l'annuncio del Governo dell'introduzione della xocial  card le famiglie meno abbienti sono ora in attesa di questa carta di pagamento elettronico che arriverà entro il mese di dicembre. Ma come funziona? Nulla di straordinario, la social card funziona come tutte le altre carte di pagamento che già conosciamo con la sola differenza che a pagare il conto delle spese fatte è direttamente lo Stato. Ecco come funziona la social card:

Come è noto, ogni cittadino che ne abbia interesse, può richiedere l’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) nei confronti della pubblicità ingannevole e comparativa illecita. Lo ha stabilito la stessa Autorità con un provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 dicembre 2007 nel quale ha regolato la procedura istruttoria in caso di ricorsi.

I pediatri denunciano l’affollamento pubblicitario nella fascia oraria destinata ai programmi degli spettatori più giovani e avvertono sugli effetti che una ripetuta esposizione alla televisione (e ai messaggi che essa veicola) produce sul comportamento di bambini e adolescenti.

Oltre sei milioni di famiglie italiane non arrivano alle terza settimana del mese, mentre per altri 2,2 milioni l'emergenza scatta gia' dalla seconda settimana.

Mettere videocamere nei condomini, per sorvegliare alcune parti dello stabile comuni a tutti gli inquilini, non costituisce reato. Lo ha deciso una sentenza della Corte di Cassazione in seguito alla contestazione fatta ad un cittadino che, nel 2003, aveva istallato due telecamere sul balcone di casa propria collegate, tramite una presa scart, al suo televisore.

Il costo della vita cresce e arrivare alla fine del mese, per molti, è sempre più difficile.

Così, un'indagine della Cia-Confederazione italiana agricoltori fotografa l'esercito dei “nuovi poveri” che, per consumare un pasto al giorno, rovistano tra gli scaffali ortofrutticoli dei mercati, comprano a sottocosto e verso l’ora di chiusura dei mercati rionali, arrivano addirittura a rubare prodotti alimentari nei supermercati.

Un esercito di più di un milione di persone, moltissime delle quali anziani, ogni giorno -afferma la Cia- si reca presso i centri di raccolta dei grandi mercati ortofrutticoli italiani e si mette in coda per recuperare gli scarti dei prodotti rimasti invenduti e impossibili ormai da vendere. A queste si aggiungono altri tre milioni di individui che si avvicinano ai banchi ortofrutticoli dei mercati rionali, verso l’ora di chiusura, soprattutto dalle 13.30 alle 14.00, per comprare sottocosto prodotti che ormai i commercianti reputano di non smerciare più. Una lunga fila di “nuovi poveri” che l’Istat ha quantificato in totale in 7 milioni 542 mila, il 12,8 per cento dell’intera popolazione.

Un fenomeno -avverte la Cia- che sta assumendo sempre più maggiori dimensioni. La crisi sta, infatti, causando problemi nella spesa per una fascia consistente della popolazione. In poco meno di cinque anni sono cresciute del 35 per cento le persone, in difficoltà economiche e nell’impossibilità di acquistare prodotti alimentari quotidianamente, che si affannano tra le cataste di ortofrutticoli scartati dai mercati all’ingrosso accaparrano di tutto, dalla verdura alla frutta. Riempiono le borse di alimenti, spesso “rovinati”, che non è più possibile vendere. Una realtà che continua a diffondersi e che interessa maggiormente gli anziani. Quelli che hanno una pensione bassa e che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese.

Meno drammatico, ma certamente emblematico -sostiene la Cia- è il fenomeno dell’acquisto a prezzi stracciati di ortofrutta nei mercati rionali. Anche qui non solo gli anziani, che tuttavia sono la maggior parte, ma anche impiegati, operai, casalinghe. Un affollamento che si concentra verso l’ora di chiusura per cercare di ottenere verdure, ortaggi e frutta a prezzi vantaggiosi, in quanto i commercianti pensano di non piazzarli più e, quindi, cercano di disfarsene a costi da saldo.

E tutti questi non fanno parte -rileva la Cia- solo delle 2 milioni 653 mila famiglie (l’11,1 per cento del totale) che vive in condizioni di povertà relativa. Molte sono ormai le famiglie che fanno i conti con la fatidica “quarta settimana”. E il calo dei consumi alimentari, stimato per il 2008, tra il 3,5 e il 5 per cento, è significativo di una situazione estremamente complessa, soprattutto nel Sud, dove la soglia di povertà arriva anche al 23 per cento. Una povertà diffusa tra le famiglie numerose, gli anziani che vivono soli o in coppia, con redditi che non superano i 986 euro mensili.

Un dato sintomatico di queste difficoltà economiche viene anche dai furti alimentari nei supermercati. Non sono più i soliti taccheggiatori, i professionisti delle sottrazioni. Oggi a questi si sono aggiunti anche quelli, specie tra gli anziani, che non riescono a fare la spesa tutti i giorni e così il furto alimentare diventa, purtroppo, una necessità. Le statistiche, del resto, parlano chiaro. In un anno -sottolinea la Cia- i formaggi (in testa Parmigiano Reggiano e Grana Padano), le carni, gli insaccati e i vini, ma anche pane e pasta, che hanno “saltato” la barriera della cassa sono cresciuti del 16,8 per cento, per una cifra pari a circa 500 milioni di euro.