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''I consumatori hanno tutto da guadagnare da Internet: rende possibile confrontare i prodotti, i fornitori e i prezzi su una scala mai vista. Tuttavia dobbiamo far si' che l'adozione della piattaforma internet non subisca inutili rallentamenti dovuti a una nostra incapacita' di eliminare rilevanti barriere normative o di affrontare importanti questioni che minano la fiducia dei consumatori''.

Quaranta miliardi di euro l'anno: è quanto costa agli automobilisti italiani il traffico. Il tempo perso in città, imbottigliati in macchina

Il 2009 parte male. Lo scrive la Confcommercio diffondendo oggi l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC). Nel primo mese dell'anno i consumi delle famiglie italiane si sono ridotti del 4,6%, in termini tendenziali e dello 0,9% in termini congiunturali. E' da 12 mesi che la Confcommercio registra un calo dei consumi, ma quello di oggi è il terzo peggior risultato da un anno a questa parte.

Carte di credito e carte fedeltà (quelle che rilasciano i supermercati per accumulare punti e comprare a prezzi scontati) sono ormai diffusissime. Per queste ultime, il garante della privacy ha dettato alcune regole. Il rilascio delle carte avviene mediante compilazione di questionari che, oltre ai dati anagrafici, richiedono spesso ulteriori informazioni, quali composizione del nucleo familiare, titolo di studio, professione, interessi, sport praticati, abitudini di consumo, eccetera e la loro utilizzazione comporta un trattamento di dati personali.

La precisazione viene proprio dall’Unione italiana vini ed è incredibile: non si può scrivere in etichetta “vino italiano” o “vino d’Italia”.

Basterà digitare www.osservaprezzi.it per collegarsi via Internet al sito studiato dall'Osservatorio prezzi e tariffe ed ogni internauta potrà informarsi tanto del costo giornaliero dell'ombrellone quanto del prezzo del lettino per un mese o della cabina per tutta la stagione di un qualsiasi stabilimento balneare in funzione sulle coste italiane.

Il fatto che nel gennaio 2009 la crescita dei prezzi alimentari in Italia sia risultata superiore del 40 per cento rispetto alla media dei primi 15 paesi dell'Unione Europea ''dimostra l'esistenza di pesanti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola''.