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La riforma dela scuola, dopo il via libera della Camera al maxiemendamento, è ormai sul piede di partenza. Si attende solo il via libero definitivo del Senato. Le novità più significative introdotte dal decreto, vanno dal ritorno del maestro unico, ai voti decimali (compreso il voto in condotta) fino all'uso del grembiule e all'insegnamento del'educazione civica. Ecco in breve i contenuti del decreto:

MAESTRO UNICO: Nelle prime classi elementari, già a partire dal prossimo anno tornerà il maestro unico che prenderà il posto dei tre docenti per due classi. Sulla base di quanto prevede il decreto le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico, che quindi lavorerà un numero maggiore di ore.

GRADUATORIE: Niente più graduatorie nazionali. D'ora in avanti per l'immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale.

VOTI DECIMALI: Con il decreto fanno rientro anche il voto in pagella alle elementari e alle medie. Nella scuola primaria però il voto decimale sara' anche affiancato da un giudizio (cosa non prevista per la scuola media). Non c'è però rischio di bocciatura nè alle elementari nè ale medie se si riporta una sola insufficienza. Il testo del provvedimento prevede che nella primaria si potrà arrivare alla bocciatura "solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, con decisione assunta all'unanimita' dai docenti". Tempi più duri invece per la secondaria di I grado dove la decisione potrà essere assunta con la maggioranza dei professori.

VOTO IN CONDOTTA: Torna dunque il voto in condotta che secondo quanto prevede il decreto sara' determinante per il giudizio finale dell'alunno: con il "5" in pagella si rischia la bocciatura.

CARO LIBRI: I testi scolastici adottati dovranno durare almeno cinque anni. Una misura questa che si propone di contrastare il fenomeno del "caro libri". Sono fatte salve eventuali appendici di aggiornamento che dovessero risultare necessarie.

EDUCAZIONE CIVICA: Un altro rientro nelle aule è quelo dell'insegnamento dell'educazione civica. Si studierà anche il tema "Cittadinanza e Costituzione".

EDILIZIA SCOLASTICA: Quanto all'edilizia scolastica si prevede l'impiego di risorse da destinate al finanziamento di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, impianti e strutture sportive.

SSIS: Gli studenti che frequentano il nono ciclo della scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, e attualmente esclusi saranno rimessi in graduatoria in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
I consumatori vi risparmiano circa il 30%, che non è poco in tempi in cui si fa fatica ad arrivare alla quarta settimana del mese. E’ il “farmer market”, il primo mercato di notevoli dimensioni destinato esclusivamente alla vendita diretta degli agricoltori con l’appoggio della Coldiretti.


Si dirotta alle Poste

Si è aperta la corsa al libretto postale.
Denaro, depositi, titoli e obbligazioni vengono spostati dalla vecchia banca alla società. E anche in questo caso basta fare 2+2 per capire il movimento.
La maggioranza del capitale sociale di Poste italiane (ben il 70%), infatti, è nelle mani del Ministero del Tesoro, e lo è anche la minoranza della Cassa depositi e prestiti (30%); mentre la raccolta dei conti correnti Banco Posta è investita unicamente in titoli governativi. Tradotto in scelte “di sicurezza” dei propri risparmi, è difficile ipotizzare che lo Stato italiano, garante di Poste, fallisca.
Lo ha ribadito, del resto, l’amministratore delegato del gruppo Massimo Sarmi: “I risparmiatori di Poste non hanno nulla da temere, perché i soldi dei depositi bancari postali sono al sicuro, garantiti dallo Stato”.
E anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, appena l’altro ieri al termine del consiglio dei ministri che ha varato un fondo di garanzia per le banche, ha pronunciato una frase dai toni sibillinici, ma ad effetto: “le Poste non falliranno mai, i governi passano, le Poste restano”.
Il fenomeno è iniziato da poco, anche se non è ancora quantificabile, ma il gruppo di Poste ha ammesso: “Stiamo registrando un aumento significativo della sottoscrizione dei nostri prodotti”.

I Buoni Fruttiferi, che possono essere sottoscritti in tutti i 14mila uffici postali, garantiscono sempre la restituzione del capitale investito. Il titolare può chiedere in ogni momento il rimborso del capitale e degli interessi maturati. Il meccanismo di capitalizzazione degli interessi è di tipo composto. Non vi sono spese di emissione, gestione o incasso. La ritenuta fiscale è del 12,50%. Permettono di investire anche piccole somme, sono nominativi, non cedibili, non possono essere dati in pegno, sono trasferibili solo per successione a causa di morte e sono esenti dalla relativa imposta. Non possono essere riscossi da terzi per semplice delega, ma solo mediante procura speciale o generale.
 
Buoni “ordinari”: prevedono un rendimento predeterminato che aumenta col passare del tempo e che hanno una durata massima di 20 anni; disponibili sia nella versione cartacea che dematerializzata. Se il rimborso viene chiesto prima che sia trascorso un anno viene rimborsato solo il capitale investito. Si può scegliere tra diversi tagli: 50, 100, 250, 500, 1.000, 2.500, 5.000 euro. Il tasso nominale lordo annuo della serie posta in vendita in questo mese parte dal 2,10% del primo anno, supera il 3% dall’11esimo anno e arriva al 4% nel ventesimo anno.
 
Cala il mercato immobiliare ma in Italia chi riesce a comprare punta sull'abitazione medio-grande: dai 100 ai 130 metri quadrati.

Sono Veneto e Lombardia le regioni in cui la spesa media familiare mensile risulta essere la più elevata. Arriva a 3.198 euro al mese per i nuclei familiari veneti e a 3.016 euro per quelli lombardi, rispetto alla media del Paese pari a 2.593 euro.

La crisi dei mutui rischia di avere pesanti conseguenze anche per le imprese agricole italiane, che già fanno i conti con i continui aumenti dei costi produttivi (più 10 per cento ad agosto), degli oneri sociali e quelli provocati da un’asfissiante burocrazia e con il crollo dei prezzi praticati sui campi (meno 6,5 per cento a settembre).

L'alunno che porta il cellulare agli esami non è automaticamente escluso dalla prova. L'esclusione infatti scatta solo se viene sorpreso ad utilizzarlo.Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n° 1214/2008, sesta sezione.