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Il calo del 14 per cento nella percentuale di consumatori che percepiscono la propria situazione come meno sicura del passato è un segnale positivo per l'economia e per la ripresa dei consumi. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare l'indagine annuale del Consumers' Forum tracciata dall'Osservatorio sui consumi degli Italiani dalla quale si evidenza che in un anno la percentuale di chi si sente in pericolo e' scesa dal 67 per cento al 53 per cento.
Si tratta di una conferma dei primi segnali positivi sui consumi a tavola delle famiglie italiane che fanno segnare - sottolinea la Coldiretti - un timido aumento dello 0,4 per cento in quantità nei primi nove mesi dell'anno, secondo i dati Ismea ac Nielsen. Un segnale importante per la ripresa economica generale poiché quasi un euro su quattro - precisa la Coldiretti - si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all'anno, dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori.

Il dirigente che viene privato di compiti operativi di responsabilità e, contestualmente, assegnato ad attività di studio e di mera consulenza ovvero di rappresentanza, può ritenersi dequalificato ai sensi dell’articolo 2103 del Codice civile. Insomma, il sostanziale svuotamento delle mansioni dirigenziali può costare caro al datore di lavoro che sarà costretto a risarcire al manager demansionato il cosiddetto danno alla professionalità.

Il consumatore diventa più consapevole e responsabile, più competente rispetto al passato, e invoca il rallentamento dei consumi: il 79,7% spende meno e meglio, il 73% chiede prodotti meno inquinanti, il 70,4% vuole etichette più utili. La crisi cambia il consumo e cambia anche il profilo del consumatore. "Nasce un genere di consumatore più consapevole e responsabile, che invoca il rallentamento del consumo, ritiene che le confezioni dei prodotti debbano essere ridotte perché inquinano (73%), che occorrano etichette con più informazioni utili (70,4%), che si debba protestare per ottenere il rispetto dei diritti (64,3%) e chiede alle associazioni dei consumatori di essere più presenti ed incisive (56,5%)". È il ritratto del nuovo consumatore che emerge dall'Osservatorio sui consumi degli italiani, l'indagine annuale - giunta alla seconda edizione - di Consumers' Forum, l'associazione che riunisce le maggiori associazioni dei consumatori e le più grandi aziende italiane, curata da Giampaolo Fabris e IPSOS e presentata oggi in occasione del decennale dell'associazione.

L’espletamento di mansioni superiori alla qualifica va sempre remunerato, anche se a svolgerle è un pubblico impiegato. Non è detto, però, che al dipendente debba necessariamente spettare il trattamento economico corrispondente alla qualifica superiore: il principio della retribuzione proporzionata e sufficiente di cui all’articolo 36 della Costituzione, infatti, si considera pienamente rispettato anche con la corresponsione di un semplice emolumento connesso allo svolgimento dell’incarico.

“Si intende realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce, classificabile come made in Italy ai sensi della normativa vigente, per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano”. Lo ha stabilito il decreto legge n. 135/2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre, ma bisognerà aspettare uno o più decreti dei Ministeri dello Sviluppo Economico e delle Politiche Agricole per definire le modalità di applicazione della nuova disposizione.

Secondo l’Osservatorio di prezzi e tariffe del Ministero dello Sviluppo Economico a settembre è risultato un significativo aumento di prezzi di alcuni generi alimentari, come i pomodori lavorati, il riso, il miele, le marmellate, l’aceto; si registrano, al contempo, significative riduzioni tendenziali di alcuni prodotti alimentari, tra gli altri, dell’olio di semi di girasole e dell’olio di oliva.

La manutenzione periodica annuale della caldaia è soggetta all’IVA del 10% e non del 20%, come sostengono alcuni operatori lucrando il 10% in più, che ovviamente non versano all’erario e intascano. L’unica condizione per usufruire dell’IVA 10% è che si tratti di edifici a prevalente destinazione abitativa, grazie all’agevolazione introdotta dall’art. 7 della legge n. 448/1999.
Ciò è stato chiarito anche dalla circolare ministeriale n. 71/E del 7 aprile 2000, la quale ha ricordato che rientrano  nelle manutenzioni ordinarie agevolate anche le manutenzioni degli impianti di riscaldamento, consistenti in verifiche periodiche e nel ripristino dell’efficienza degli impianti.