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Programmati per non durare? È la domanda che si fanno i consumatori, e le associazioni che li tutelano, quando lo smartphone si rompe giusto in tempo per comprare il nuovo modello, o quando l’aggiornamento del software crea più problemi di quelli che risolve, o quando la batteria del telefono perde colpi dopo solo due anni. E così, dopo l’apertura di un procedimento Antitrust nei confronti di Samsung e Apple per i problemi creati dall’aggiornamento software degli smartphone, l’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di raccogliere le segnalazioni dei cittadini su presunti casi di obsolescenza programmata.

“Smartphone che si rompono in concomitanza dell’uscita del nuovo modello, rallentamenti successivi all’aggiornamento del software: non siamo del tutto convinti che si tratti di episodi casuali e dal numero di segnalazioni che giungono ai nostri sportelli anche i consumatori sospettano che alcuni prodotti siano fatti apposta per non durare”: queste la parole di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che torna in questo modo su tema molto vicino all’associazione che più volte ha denunciato alle Autorità possibili episodi di obsolescenza programmata.

“Siamo stati tra i primi a parlare di obsolescenza programmata venendo anche accusati di vedere complotti ovunque – sostiene Dona- ma dopo la legge francese contro l’obsolescenza e le scuse pubbliche di Apple per il rallentamento degli Iphone con le vecchie batterie, anche in Italia qualcosa si muove. L’Autorità Antitrust ha aperto un procedimento contro Apple e Samsung per indagare su possibili pratiche commerciali scorrette legate agli aggiornamenti di software per gli smartphone. Si tratta di un cambio di mentalità degli stessi consumatori che prima accettavano impotenti i problemi di batteria del proprio cellulare che iniziavano dopo neanche due anni dall’acquisto, oggi invece hanno ben chiaro che non è normale che ciò accada (soprattutto con apparecchi che costano diverse centinaia di euro) e chiedono spiegazioni all’azienda e a noi rappresentanti dei consumatori. Per questo motivo è fondamentale raccogliere più segnalazioni possibili sui presunti casi di obsolescenza programmata per mettere le aziende di fronte ad una presa di posizione concreta dei consumatori, ma anche per dare alle Autorità gli strumenti adeguati per prendere le necessarie contromisure.”