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Da qualche tempo anche le lampadine devono riportare sull’imballaggio l’etichetta informativa comprendente la classe di efficienza energetica, il flusso luminoso in lumen, la potenza in watt e la durata media di vita in ore. La classe di efficienza energetica indica quanta luce fornisce la lampadina per ogni watt assorbito ed è espressa con una lettera dalla A (efficienza massima, nel senso di un maggior risparmio di corrente) alla G (efficienza minima). La controprova è fornita dal valore in lumen e dal valore in watt: più è alto il primo e basso il secondo e più è alta l’efficienza luminosa e basso il consumo di elettricità. Esistono sostanzialmente due grandi categorie di lampadine, quelle a incandescenza e quelle a scarica elettrica in gas. Le prime sono le più diffuse negli ambienti domestici e funzionano con un filamento di tungsteno che diventa incandescente all’interno di un bulbo di vetro riempito di gas inerte; fanno parte delle lampade a incandescenza anche le alogene, che durano di più e danno una luce più bianca e brillante perché le particelle che con il tempo di staccano dal filamento non si posano sul bulbo, facendolo annerire, ma ritornano sullo stesso filamento allungandone la durata. Alla categoria delle lampade a scarica elettrica in gas, invece, appartengono, fra le altre, quelle al neon e quelle cosiddette “compatte”. Sfruttano il principio in base al quale se fra due elettrodi immersi in un gas o in vapori metallici viene applicata una differenza di potenziale opportuna, si genera una scarica costante che fornisce la luce. Rimangono comunque validi alcuni consigli per la scelta e per l’uso ai fini del risparmio.
·        Il lampadario centrale provvisto di molte luci non è una soluzione vantaggiosa in termini energetici. Sei lampadine da 25 watt forniscono la stessa efficienza luminosa di una da 100 watt, ma consumano il 50 per cento in più.
·        Quando si acquistano apparecchi di illuminazione con lampadine alogene è bene scegliere sempre quelli con variatore di intensità luminosa, che consente di regolare la luce secondo le esigenze.
·        Le lampadine che danno il maggior rendimento con il minor consumo sono le fluorescenti compatte. Tuttavia, queste lampadine hanno un costo elevato e realizzano un reale risparmio solo se utilizzate in ambienti dove la luce rimane accesa per molte ore. Non sono indicate, invece, per locali dove la luce viene accesa e spenta molte volte in quanto continue accensioni e spegnimenti potrebbero danneggiarle.
·        Con l’invecchiamento, le lampadine emettono sempre meno luce, pur consumando sempre la stessa quantità di energia. E’ quindi opportuno che, superata la vita media, vengano sostituite.
·        Anche i muri interni assorbono la luce. Per risparmiare energia, quindi, la tinteggiatura dovrebbe essere chiara. Una stanza di colore scuro, per esempio verde bottiglia, può arrivare ad assorbire anche il 70 per cento di luce. Ciò significa che sono necessarie più lampadine per illuminare bene il locale.
·        Scegliere sempre lampadine con il marchio IMQ, che danno più garanzie di qualità, durata e sicurezza.