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di Lucia Izzo

In relazione al contratto di mutuo, la legge prevede la fissazione di un tasso soglia oltre il quale gli interessi pattuiti si considerano usurari: tale previsione riguarda sia gli interessi corrispettivi, che quelli moratori. Al fine di accertare il superamento del detto tasso, tuttavia, le due tipologie di interessi possono essere cumulate.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, sesta sezione civile, nell'ordinanza n. 23192/2017, pronunciandosi su ricorso di una Banca che aveva chiesto, in sede di merito, l'ammissione al passivo fallimentare di una s.p.a. in virtù di un contratto di mutuo fondiario.

Contestando quanto deciso dal giudice delegato, tuttavia, la banca proponeva un'opposizione respinta dal Collegio giudicante: per il Tribunale era corretto ammettere al passivo la banca con riferimento alla sola sorte capitale, non potendo essere riconosciuti gli interessi moratori.

Come emerso dalla C.T.U. espletata, infatti, al momento della pattuizione il tasso degli interessi moratori era superiore al tasso soglia, vertendosi, così, in ipotesi di usura originaria (e non in quella di usura sopravvenuta come dedotto dalla banca) e, conseguentemente, ai sensi dell'art. 1815 c.c., la pattuizione del tasso di mora era considerata nulla e nessun interesse spettava. In Cassazione, l'istituto creditizio sostiene che, al fine del superamento del tasso soglia, si deve valutare l'eventuale usurarietà originaria del tasso di mora e, nel caso di affermata nullità degli interessi usurari moratori, detta nullità non potrebbe colpire gli interessi corrispettivi i quali non superino il tasso.

Tasso soglia usura: nel mutuo cumulabili interessi corrispettivi e moratori

La Cassazione, rigettando il ricorso, richiama la normativa in materia, ossia la lettera dell'art. 1815, comma 2, c.c. e l'art. 1 del d.l. n. 394/2000, secondo cui si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento.

Il legislatore ha così voluto sanzionare l'usura, in quanto realizzatrice di una sproporzione oggettiva tra la prestazione del creditore e la controprestazione del debitore.

Alla lettera della legge, tuttavia, si aggiunge anche quanto precisato dalla giurisprudenza di legittimità, secondo cui "è noto che in tema di contratto di mutuo, l'art. 1 della L. n. 108 del 1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori" (Cass. 4 aprile 2003, n. 5324).

In base a tali principi, nella sua precedente ordinanza n. 5598/2017, gli Ermellini hanno censurato l'operato del Tribunale che ha erroneamente ritenuto, motivando in maniera apodittica, non superato il tasso soglia nella fattispecie concreta, solo perché non sarebbe consentito cumulare gli interessi corrispettivi a quelli moratori al fine di accertare il superamento del detto tasso.

Pertanto, a contrario, deve ritenersi che le due voci possano essere sommate al fine di rilevare il superamento del tasso soglia. Il ricorso della banca va dunque rigettato.