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Ieri si sono aperte le iscrizioni per le scuole elementari, si chiuderanno il 28 febbraio. Ma fino a marzo, ottimisticamente, non è dato sapere cosa ne sarà dei nostri figli. È questo, infatti, il periodo in cui il ministero dell’Istruzione dovrebbe comunicare agli istituti la disponibilità di organici.
Non si sa, cioè, quanti saranno gli insegnanti a diposizione in base ai quali si deciderà l’offerta formativa.
È questo uno dei problemi delle iscrizioni alle elementari, oggi.
“La scelta ai genitori” , tanto sbandierata dal ministro solo poche settimane fa, è di fatto subordinata alla presenza di un certo organico.
 “Nei moduli d’iscrizione, per ogni orario da 24, 27, 30 o 40 ore, posso solo scrivere nel quadratino accanto l’ordine di preferenza. Che è ben diverso dal dire ‘scelgo le 40 ore e tutto il resto non lo voglio’. Così implicitamente è come dare il proprio assenso al maestro unico, anche se subordinato come quarta opzione”.  
Il rischio che siano i genitori a “pagare” il tempo pieno, se il ministero, a marzo, dice che non ci sono gli insegnanti? “La scuola può scegliere di pagarli autonomamente con le proprie risorse, utilizzando i fondi d’istituto. Il problema è che qui i soldi, negli anni, sono sempre meno. A quel punto le scuole potrebbero decidere di chiedere un contributo ai genitori”.