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Le società concessionarie, hanno nel corso degli ultimi anni ritenuto legittimo, a garanzia dei crediti iscritti a ruolo e presuntivamente non assolti dai contribuenti, avviare le iscrizioni ipotecarie nel caso in cui il debito in questione non arrivasse a superare gli ottomila euro, considerando a loro favore il fatto che dalla normativa di riferimento si ricavasse un limite solo ed esclusivamente quantitativo riferito all’espropriazione immobiliare ma non anche all’iscrizione ipotecaria.
Queste considerazioni, ancora prima della citata sentenza n°4077/2010, erano già state tacciate di infondatezza nel corso degli ultimi anni ad esempio dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano (sent. n°601/09) e da quella di Napoli (sent. N°19703/06).
Adesso, però, il quadro è ben delineato. Il pronunciamento delle Sezioni Unite non lascia dubbi.
Tutti coloro che hanno subito negli ultimi anni (cinque per l’esattezza, non sottovalutando il termine di prescrizione quinquennale) iscrizioni ipotecarie per debiti iscritti a ruolo di ammontare inferiore ad € 8.000,00 possono, volendo, agire per ottenere non solo il rimborso delle spese ingiustamente sostenute a fronte della stessa iscrizione ma anche, sussistendone i presupposti, avanzare un’ulteriore richiesta di risarcimento danni di natura non patrimoniale per le lesioni subite a seguito del comportamento illegittimo e pretestuoso tenuto dall’Agente per la Riscossione.
L’Unione Nazionale Consumatori- sede di Reggio Calabria è già operativa in tal senso. Pertanto i contribuenti interessati ed in possesso dei requisiti suddetti (iscrizione ipotecaria subita nel corso degli ultimi cinque anni per debiti inferiori agli ottomila euro) possono recarsi presso l’ufficio legale dell’Associazione con tutti i documenti necessari (quali ad esempio: comunicazione di avvenuta iscrizione di ipoteca a firma della Società Concessionaria, quietanza di pagamento per la cancellazione dell’ipoteca da cui è possibile evincere la somma complessiva pagata, etc…).