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L'azzeramento dell'inflazione fa tornare positivi i consumi a tavola delle famiglie italiane che fanno segnare una incoraggiante crescita dell'1,5 % in quantita' nel primo semestre dell'anno. E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen, in riferimento ai dati sull'inflazione relativi al mese di luglio divulgati dall'Istat che fanno registrare una variazione nulla rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Si tratta, sottolinea l'associazione, di un segnale importante per la ripresa economica generale poiche' gli alimentari e le bevande rappresentano la seconda voce di spesa degli italiani per un totale di 205 miliardi all'anno in alimenti e bevande dei quali 141 in famiglia e 64 fuori.
Il cibo, precisa la Coldiretti, assorbe ben il 19,1 % della spesa complessiva delle famiglie italiane per un valore mensile di 475 euro.
Si e' verificato, continua l'associazione, un cambiamento nelle abitudini alimentari e nel primo semestre del 2009 crescono i consumi per i derivati del latte, e in particolare i formaggi e lo yogurt, i prodotti ittici e la frutta ma e' buona la domanda anche per i vini a denominazione mentre sono invariati gli acquisti domestici di carne suina e salumi e di ortaggi. Si osservano contrazioni per i derivati dei cereali, ascrivibili tuttavia soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta. Cali anche, precisa la Coldiretti, per la carne bovina e avicola, per l'olio di oliva e per i vini non a denominazione.
A frenare il debole segnale di ripresa sono le pesanti distorsioni che permangono nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola come dimostra il fatto che prosegue con un aumento dell'1,5 % l'aumento dei prezzi degli alimentari nonostante l'inflazione media generale sia risultata negativa e nonostante nelle campagne i prodotti agricoli si trovino in piena deflazione con un calo del 16 % a giugno, secondo Ismea.
La Coldiretti, inoltre, sta promuovendo un progetto per una filiera agricola tutta italiana con l'obiettivo di tagliare le intermediazioni ed arrivare ad offrire attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo.