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E' scandaloso l'aumento tendenziale dell'1% del prezzo della frutta al consumo rispetto allo scorso anno mentre nei campi le quotazioni mostrano crolli fino al 50% per le pesche, che mettono a rischio le coltivazioni Made in Italy. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sull'inflazione a luglio.
Si tratta della conferma, sottolinea l'associazione, della presenza di pesanti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che danneggiano consumatori ed imprese agricole alle quali vengono riconosciuti compensi che non coprono i costi di produzione Secondo l'ultima indagine conoscitiva dell'antitrust i prezzi per l'ortofrutta, precisa la Coldiretti, moltiplicano di tre volte dalla produzione al consumo e i ricarichi variano dal 77% nel caso di filiera cortissima (acquisto diretto dal produttore da parte del distributore al dettaglio) al 103% nel caso di un intermediario, al 290% nel caso di due intermediari, al 294% per la filiera lunga (presenza di 3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale), facendo segnare appunto il valore medio del 200% evidenziato da Bankitalia.
Di fronte alle trappole del mercato in agguato, per fare acquisti di qualita' al giusto prezzo la Coldiretti ha elaborato un vademecum per la frutta e verdura che consiglia di verificare l'origine nazionale per essere sicuri della stagionalita', di preferire le produzioni locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza, privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori.