Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Sono piuttosto frequenti i reclami dei consumatori che non riescono a comprare qualche cosa perché il negoziante sostiene che non ha il resto. Ovviamente ciò succede con merce di basso costo e quando il consumatore si presenta, ad esempio, con un biglietto da 50 euro per comprare una cosa da 2 euro.
Il negoziante è obbligato a procurarsi il resto? Purtroppo, la legge sul commercio (decreto legislativo n. 114/1998) nulla dice in proposito. C’è l’art. 187 del regio decreto n. 635/1940 (regolamento del Testo unico di pubblica sicurezza, tuttora in vigore) che vieta agli esercenti di rifiutare le prestazioni del proprio esercizio, senza un legittimo motivo, “a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo”, con una sanzione di 1032 euro (oblazione).
Ma la mancanza di resto potrebbe essere un legittimo motivo, a meno che l’esercente non menta. Infine c’è l’art. 693 del Codice penale che punisce con la sanzione amministrativa fino a 30 euro “chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato”. La sanzione è irrisoria e la procedura complessa, poiché bisognerebbe chiamare un agente che deve costatare il rifiuto di accettare i soldi e poi fare un rapporto al Prefetto, il quale infligge la sanzione. Tirando le somme, la questione non è facilmente risolvibile.