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Da settembre il paniere dei macellai: costerà 6 euro
Sembra la manna dal cielo. Invece è la spesa in miniatura che si farà dal 20 settembre nelle macellerie torinesi: due etti e mezzo di prosciutto cotto, un pacco di pasta da mezzo chilo, quattro hamburger da un etto l’uno e un vasetto di yogurt. Il tutto imbustato a 6 euro. Se non è la manna, poco ci manca.

«È un’iniziativa eclatante - spiega Sergio Demo presidente dell’associazione provinciale macellai - di cui siamo fieri. Vogliamo dimostrare che i macellai non sono gli affamatori del popolo ma vicini al popolo». E considerando che dal grano alla pasta il prezzo lievita del 369 per cento e che Torino si è aggiudicata il terzo posto a pari merito con Firenze e Bolzano per il caro-spaghetti con i suoi 3,40 euro al chilo, il popolo non potrà che gradire. D’altronde, mezzo chilo di pasta, quattro hamburger, due etti e mezzo di prosciutto e uno yogurt sfamano una famiglia di quattro persone; o una coppia per un weekend, o, ancora, un single per quattro giorni. È solo una questione di punti di partenza, il risultato non cambia.

Tutti quelli che già hanno l’acquolina in bocca e i 6 euro pronti in mano, dovranno aspettare il 20 settembre. Invece, per conoscere l’elenco degli aderenti, basta pazientare fino al 10 ma, assicura Demo, non ci saranno brutte sorprese: «Alla promozione degli hamburger venduti a 8 euro al chilo hanno aderito 140 macellerie su 170 - sottolinea -. Crediamo che questa raccoglierà ancora più adesioni». D’altronde la crisi non è solo più affare di pochi. Basti pensare che «le maggiori richieste di carne trita sono arrivate dalle macellerie del centro della città», spiega Demo.

Dunque, archiviate le ferie e alle porte di un autunno che si prevede all’insegna dei rincari, i commercianti si sono rimboccati le maniche e hanno voltato pagina. Ancora una volta andando incontro ai consumatori. «I prodotti che saranno nella busta arriveranno tutti da Torino e provincia: il prosciutto è il Lenti, che arriva da Santena, la carne trita sarà piemontese, lo yogurt e la pasta pure». Ma per i dettagli bisogna aspettare la lista degli aderenti. Intanto, Giacomo Assandri, della macelleria di via Colombo si frega le mani: «La carne sarà solo “made in Cuneo”, e il prosciutto Lenti è privo di ogm, ha una quantità di sale che non supera l’1,84 per cento ed è pensato anche per i celiaci. Crediamo molto in questo progetto. Ormai si incassa pochissimo e abbiamo bisogno di incentivi del genere».

Certo, dire che per i commercianti questa sarà una passeggiata è un eufemismo: «L’unico sponsor della spesa dal macellaio a 6 euro sarà il macellaio stesso - spiega il presidente dell’associazione - certo, ci venderanno la pasta a un prezzo concorrenziale e lo yogurt sarà di una marca che vuole farsi conoscere e che ha già offerto tra i 15 e i 20 mila vasetti. Per il resto vedremo». Insomma, in due parole, per dirla alla Assandri: «I soldi li tiriamo fuori di tasca nostra». Con sacrifici non da poco: «Di solito, il prosciutto cotto costa 25 euro al chilo circa - spiega - significa che per due etti e mezzo si spende poco più di 6 euro. Esattamente il prezzo con cui si acquisterà tutto questo ben di Dio». Guarda la moglie Claretta seduta alla cassa, lei sorride, mette a posto il quaderno delle spese, e annuisce.

Ecco perché è sulla disponibilità dei macellai, che Demo spera di far leva: «Quando è stato lanciato l’hamburger a 8 euro in pochi erano d’accordo». Ovvio, risponderebbe una delle macellerie rimaste fuori e chiarisce subito il presidente dell’Associazione: «Le rivendite di Torino trattano carne pregiata, vendere gli hamburger a 8 euro non è gratificante ma ha il suo ritorno d’immagine. Ma piano piano hanno iniziato a guardare oltre il loro naso».
Dopo mesi di lavoro intorno a un tavolo che ha riunito l’Associazione dei Commercianti, la Camera di Commercio e l’assessorato al Commercio e alle Attività Produttive, il consiglio d’amministrazione dell’Associazione provinciale macellai, è pronto per «dare fiato alle trombe». È pronto il logo e poco ci manca alle buste che verranno date dal Comune; le trattative con i fornitori sono quasi chiuse e per i dettagli basta aspettare il prossimo fine mese.

Ma la manna dei macellai non è l’unica che cadrà sul cielo di Torino. Alessandro Altamura, assessore al Commercio e alle Attività Produttive, sta lavorando anche un’altro paniere anticrisi: supermercati e gastronomie, ortofrutticoli e panetterie stileranno un elenco di prodotti essenziali dove ne verrà inserito uno con uno sconto dal 10-15 al 40 per cento. «Vogliamo coinvolgere tutte le categorie - spiega -. Stiamo facendo un lavoro molto scientifico, confrontando i prezzi e i prodotti base».

Forse non è la manna ma di sicuro sono piccoli passi «che inseguono un grande obiettivo - conclude Demo -. Aiutare chi non arriva alla fine del mese». Ma non solo: «tutti quanti stiamo un po’ peggio di prima. Anche mia figlia andrà a procurarsi il sacchetto. Anzi, a ben pensarci, lo comprerò anch’io».

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