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I bambini della scuola materna non devono mai andare soli in bagno. In caso di incidente, dice la  Cassazione, la maestra è responsabile dal momento che per lei non c’è solo «l’obbligo di istruire ed educare» gli alunni ma anche di «proteggerli». La Suprema Corte (sentenza 9906/10) ha confermato la condanna del ministero della Pubblica istruzione a risarcire i danni ai genitori di una bambina anni che, in una scuola materna di Lecce, si era infortunata in bagno. La piccola, dopo essere stata accompagnata dall’insegnante era stata lasciata sola visto che in classe erano rimasti altri 26 bambini. Una circostanza non rilevante per la Cassazione: la docente «avvalendosi eventualmente dell’ausilio e dell’intervento del personale non docente», avrebbe comunque dovuto interessarsi della bambina. Il ministero aveva fatto ricorso sostenendo che non era stata dimostrata la «colpa grave della maestra» e che, in ogni caso, andava esclusa la responsabilità della pubblica amministrazione. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha evidenziato che «fra allievo e istituto scolastico, con l’accoglimento della domanda di iscrizione e con la conseguente ammissione dello stesso alla scuola, si instaura un vincolo negoziale dal quale sorge, a carico dell’istituto, l’obbligo di vigilare sulla sua sicurezza e incolumità nel periodo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso». Inoltre, «tra insegnante e allievo si instaura un rapporto giuridico nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, al fine di evitare che l’allievo si procuri, da solo un danno alla persona».